giovedì 24 dicembre 2009

NATALE 2009

Cari lettori (quei tre o quattro...) questo è il primo Natale che passiamo insieme e spero sia il primo di una lunga serie.

AUGURI di BUONE FESTE a tutti, da estendere ai vosri cari.

Un abbraccio fraterno

strillo

sabato 19 dicembre 2009

Yuppi du, yuppi du

... ve la ricordate la canzone di Adriano Celentano?

Bravo chi se la ricorda (anche se ammetterà con tristezza che è un po' passatello) e bravo anche a chi non se la ricorda!
Il mio era solo un grido di gioia per comunicare la pubblicazione on-line del numero 6 di Zeto... e la prima storia è del sottoscritto!

Buona lettura a tutti e, mi raccomando, non siate avari di commenti.

http://www.printamente.it/zetositok/index.html
ehm, a onor del vero il link è quello del nuovo sito di Zeto; potete sfogliare il numero cliccando sul biglietto di auguri, altra opera geniale di uno scatenato Gianluca!

strillo

lunedì 7 dicembre 2009

Si ricomincia!

Il numero di febbraio 2010 di Zeto è già in lavorazione; si tratta di un'altra mia piccola creatura, ma questa volta sento che verrà plasmata quasi come un'opera d'arte!

La fortuna ha voluto che mi imbattessi in Gianluca come disegnatore; perché fortuna? direte voi...

Gianluca Serratore è il papà di Zeto!

Siamo arrivati a tavola 3 di 14 (in realtà abbiamo anticipato, per controllare glii ingombri disegno-dialoghi) anche la tavola 10. Devo confessarvi che, pur avendo già operato in questo modo per i miei due numeri precedenti, questa lavorazione la sento... come fosse qui al mio fianco non solo la tavola a matita, ma Gianluca direttamente!

Mi spiace non poter postare qualcosa in anteprima, ma credo farò un lavoro ad hoc una volta uscito il numero: inserirò per ogni post sceneggiatura+realizzazione tavola+inserimento dialoghi... il lavoro passo dopo passo!
Voi mi odierete, ma io e Gianluca saremo fieri di poter condividere la nostra avventura.

strillo

domenica 22 novembre 2009

Che faccia... tosta!

Questa settimana ho letto un articolo su La Stampa di Torino che mi ha fatto adirare... e non poco!

Tutti voi avete, spero!, letto la mia storia "Ma il cielo...", una sorta di omaggio poetico alle morti bianche; lo so, per chi rimane di poetico non c'è proprio nulla!

Tutti voi avete sentito parlare di Thyssen.

Non tutti, però, avete letto quell'articolo: quattro, sottolineo quattro, alte cariche dell'azienda incriminata per quel che ben sappiamo essere un tragico giorno nel ricordo di tutti i lavoratori italiani, sono indagati per tentativo di corruzione; ma non si tratta di corruzione strettamente legata al termine del vocabolario, no!
Hanno avvicinato alcuni testi nel tentativo di estorcere loro false testimonianze!

Il mito Guariniello indaga, ma nel frattempo il rossore per l'incazzatura è salito e ben si vede, ancora oggi, sul mio viso! A proposito di viso, miei cari dirigenti della Thyssen, la vostra faccia è quella visibile a tutti o quella che ben nascondete nel tergo dei pantaloni?

Non ci resta che dire, ancora una volta, povera Italia...

Ma il cielo è sempre più blu!
Il cielo è sempre più blu!

strillo

martedì 10 novembre 2009

A proposito di blog

Sono andato a vedere il film “Julie & Julia: bell’idea, bella sceneggiatura, bei costumi e, scusate se è poco, gran bella interpretazione da parte di tutti gli attori.

La protagonista ha dovuto (voluto?) a tutti i costi trovare un motivo per aprire e aggiornare il proprio blog... stupore!
A parer mio, chi ha qualcosa da dire lo fa, semplicemente (se non si tratta di un ricco milionario annoiato che decide di scrivere le memorie di famiglia o di un giornalista o di un romanziere navigato o di un poeta affermato...) apre un blog e inizia a farlo: perché mai ha bisogno di un obiettivo da raggiungere?
Forse perché siamo stati abituati dall’esperienza del quotidiano?

Altro stupore: quando la protagonista si rende conto di aver sfondato (il suo blog è visitato da innumerevoli persone), ecco che in lei scatta l’idea di poter fare un passetto più lungo, che inizia a pensare in grande solo perché contattata da editori o emittenti televisive... ma se avevi semplicemente qualcosa da dire, un obiettivo da raggiungere (che non è il successo)... ma allora perché mai cominci a saltare per casa come una forsennata? Perché mai ti tuffi immediatamente in un’avventura così grande?... e pieno di soldi!!!
Forse perché siamo stati abituati dall’esperienza del quotidiano?

A questo punto scatta la domanda: a cosa, esattamente, il quotidiano ci ha abituati?
Ancora non ce ne siamo accorti, ma ci ha abituato ad avere una visione della vita direttamente proporzionale al possesso, di qualunque genere e tipo; a vedere la sofferenza (quella vera!) con distacco agghiacciante; a non essere più noi stessi; a nonessere più... umani!

Vorrei tanto vivere una vita vera, di quelle che fanno male quando una cosa non la ottieni, che ti prende a schiaffi o ti accarezza SOLO quando te lo meriti, che ti insegna senza pretendere, che pulsa... e si fa riconoscere col rumore del battito cardiaco, quello umano!

Vi avevo avvertiti, miei pochi (ma cari) lettori: ho aperto un blog non per essere conosciuto, per diventare famoso o cos’altro, per questo ci sono tante trasmissioni televisive (tristezza infinita).
Ritengo di avere qualcosa da dire e ve lo dico, tutto qui!
Voi potete postare e io rimango in attesa dei vostri commenti, ma non mi vanto per quelli ricevuti così come non penso al suicidio nel caso in cui nessuno venga a leggermi... inoltri vi segnalo i post da depressione (come questo) etichettandoli “lo scribano” e/o “la pentola di fagioli”.
strillo

lunedì 2 novembre 2009

Cosa sto leggendo.

Mi sono imbattuto in un paio di letture a dir poco illuminanti, come illuminante è stato il consiglio del mitico MANf e dei due amici Luca conosciuti sui banchi di Scuola (quella Internazionale di Comics, qui a Torino).

1) GLOBAL FREQUENCY (acquistato questa primavera e già letto)
2) NESSUN DOVE (acquistato sempre a primavera e in dirittura di arrivo: me lo sto gustando tutto)

Non so quanti di voi hanno letto questi piccoli capolavori; io ne ho tratto grande gioia e ho contribuito all'entusiasmo del mio caro amico Roberto, da sempre appassionato di nuvole parlanti e ultimamente un po' scettico negli acquisti, soprattutto se si parla di Caravan!
Non vuole essere una critica alla "mini serie", penultima nata, di casa Bonelli, sia chiaro, ma per chi ha una certa età come la nostra (e sono soldoni!) effettivamente la critica comincia ad avere un certo sapore... di autonomia, quella che arriva dal proprio cuore senza l'aiuto o l'influenza di terze persone.

Dunque, buone letture a tutti voi... nell'attesa di commenti su queste due perle.

strillo

Il conteggio continua...

Cari lettori... ehm siete uno, due... forse tre...
Sapere quanti siete non è il mio obiettivo, ma sapere che vi ho indirizzati bene sì!
Il numero 5 di Zeto è al momento disponibile on-line, al solito indirizzo: http://www.printamente.it/zetoflip/ZETOFLIP.html.

Buona lettura a tutti!

strillo

sabato 31 ottobre 2009

Pronti... via!

Da pochi giorni è on-line il blog di Zeto, questo l'indirizzo:
http://zetoilblog.blogspot.com/

Non spingete, c'è posto per tutti! E, come ha scritto Marco già dal numero 3, scrivete le vostre idee... forse riusciamo a dargli la forma delle nuvole parlanti!

strillo

lunedì 19 ottobre 2009

Zeto n° 4

Non me ne vogliano gli autori... è con sommo ritardo, ma immenso piacere, che comunico l'uscita del numero 4 di Zeto, anche visibile on-line a questo indirizzo: http://www.printamente.it/zeto.html.

Un numero decisamente ben calibrato in ogni sua parte e con una seconda storia accattivante e che nulla ha da invidiare alle tante serie conosciute!

Pensiero Zeto a tutti

strillo

venerdì 7 agosto 2009

La più bella sei tu!


Vorrei fare un esperimento a tavola unica.
Parte sinistra: la corte in piedi (stanno leggendo il verdetto) occupa la parte verso l’alto, poi la balaustra della giuria popolare, compreso l’angolo che troverà posto nella parte centrale; in quinta, a sinistra e di spalle, l’avvocato.
Parte destra: dall’angolo della balaustra prosegue il disegno del tavolo al quale sono seduti Angela e Matteo senza altri particolari del locale, sempre a indicare l’intimità
tra i due.
I due sono di spalle occupano la parte in basso a destra, come stessero assistendo all’atto finale del processo.
Angela “E tutti hanno avuto il coraggio di dire basta!”
Ho voluto riportare sceneggiatura e realizzazione della tavola 23 perché credo sia la migliore di tutta la storia, quella che, stando alle prime critiche, colpisce immediatamente!
Ho visto che anche Federico ha fatto la medesima scelta per il suo blog, vuol dire che è proprio la migliore, anche secondo il disegnatore... forse?...
strillo

giovedì 6 agosto 2009

... e tre!

Zeto n° 3 è già fruibile on-line (http://www.printamente.it/zetoflip/ZETOFLIP.html); dalla prossima settimana sarà distribuito tramite i soliti canali...
I ringraziamenti vanno a Marco (il nostro pilota!), Gianluca (l'ideatore di Zeto), Federico (disegni) e Carita (copertina).

Ma il ringraziamento più grande è per te che leggerai e commenterai il numero su queste pagine!
O inviando una mail al mio indirizzo!
[f punto bogliotti chiocciola hotmail punto it]

strillo

lunedì 20 luglio 2009

Zeto numero 2

Caro lettore che ti sei imbattuto casualmente nel mio blog e che, preso da compassione, ti sei fidato a iscriverti come sostenitore...

Devo chiedere scusa per non riuscire a dedicarti il tempo che meriti, aggiornandoti sui miei propositi così come dei miei turpiloqui; ma devo anche ringraziarti per rimanere incollato a queste mie poche pagine scritte (chissà poi perché...).

Per porre rimedio, ti dico subito che è uscito il numero 2 di ZETO, il progetto al quale collaboro. L’orgoglio è tutto concentrato nelle mail che sono arrivate dopo la distribuzione del primo: bravi, ci voleva, mi sono commossa... e la seconda storia (che poi, in realtà, saranno sempre due per uscita), così come quelle a seguire, ci auguriamo portino alla conferma del successo e al passaparola che fa, di una qualsiasi cosa, il fenomeno del momento... nella speranza che la bolla non sia di sapone, ma ben strutturata per durare nel tempo.

Il sito per accedere alla lettura gratuita è il solito, ma fornisco nuovamente il link per fugare ogni dubbio: http://www.printamente.it/zetoflip/ZETOFLIP.html.

Se capiti da quelle parti, non fare il timido e posta i tuoi commenti, in modo ch’io possa trasferirli al gruppo del progetto per capire se stiamo facendo un buon lavoro e se bisogna correggere il tiro (e in quale direzione)… se poi sei estroverso e disinvolto e vuoi lanciarti nell’invio di una mail ai realizzatori del numero, ben venga!

Grazie.

strillo

sabato 11 luglio 2009

... e la copertina?

Mannaggia, è proprio vero che quando non sei sul pezzo non finisci mai di fare scoperte!

Il prossimo numero di Zeto, previsto in uscita ad agosto, vi farà finalmente conoscere il sottoscritto... almeno da un punto di vista professionale.
Ma vi darà modo di conoscere anche il disegnatore Fed e la maga delle copertine Carita... un omaggio a queste due splendide persone che hanno dato forma ai miei sproloqui e che mi hanno sopportato.
Grazie per quanto avete fatto e vi accingete a fare!

Insomma, per farla breve, ho constatato con mano che quanto imparato a scuola (grazie anche a te, MANf) corrisponde a verità: un buon fumetto necessita di uno sceneggiatore, un disegnatore e un secondo disegnatore per la copertina... per non parlare del letterista, delle chine, delle persone addette alle rotative, di quelle addette alla distribuzione... 'mmazza quanta gente!
Pensare che da ragazzino credevo facesse tutto una sola persona (ehm... data l'età, ai miei tempi era effettivamente così... o poco ci mancava).

Alla prossima

strillo

mercoledì 1 luglio 2009

Il progetto in pillole

Mi rendo conto di non aver ancora spiegato nulla del progetto.

La testata si chiama ZETO, che altro non è che il nome del protagonista (Zeto di nome e Matteo di cognome) delle storie raccontate... almeno di quasi tutte: un clown di strada con l'hobby della chitarra, tanto da aver messo su un gruppo musicale con due amici (basso e batteria).
Le storie hanno sfondo "quotidiano", raccontano, cioè, le vicende della vita che tutti conosciamo, ma che tutti abbiamo anche imparato ad accantonare per non tediare ogni minuto della nostra giornata... non è una critica, badate bene; è una constatazione.

Accanto al protagonista, troveranno posto personaggi di contorno (come i vicini di casa, un prete, un trans...), ma ci saranno anche storie i cui personaggi nulla hanno a che vedere con Zeto.

La prima storia, per esempio, parla di campi di concentramento.

Non voglio anticipare nulla delle prossime uscite e chiudo con un'esortazione: andate a leggerle on line all'indirizzo http://www.printamente.it, basta cliccare su "entra", scritta collocata sotto Zeto in basso a sinistra! (a proposito: bello il logo, vero?!)

strillo

sabato 20 giugno 2009

Partiti!

Ragazzi ci siamo: il progetto è partito e il nostro protagonista ZETO è in distribuzione!
Potete trovarlo nella capitale, distribuito gratuitamente nelle stazioni ferroviarie di Civitavecchia, Cerenova e Ladispoli; buona lettura e postate i commenti, merce preziosa per noi che ci lavoriamo...

salut

martedì 26 maggio 2009

Parliamo, finalmente, di progetti!

Mi rendo conto di non aver ancora scritto nulla in merito al vero perché della nascita di questo blog, ovvero il progetto di cui dovremmo sentire il primo vagito l’oramai vicino mese di giugno.

Come già sapete, e qualcuno di voi dirà purtroppo per noi, uno dei miei principali hobby è scrivere; il corso di sceneggiatura, frequentato con buoni risultati alla Scuola Internazionale di Comics, mi ha chiuso una porta (nel senso che la frequentazione mi ha consigliato l’allontanamento dalla compagnia teatrale di cui facevo parte) e mi ha aperto un portone: già, il classico bivio che mi ha visto protagonista di una scelta vincente!
(se non altro perché si tratta di ciò che vorrei veramente fare da grande)

Il caso (stavo cazzeggiando su internet) ha voluto che mi imbattessi in una richiesta di collaborazione, aperta a disegnatori e sceneggiatori, per il progetto di un fumetto a distribuzione gratuita (sì, avete letto bene!) nella capitale. Il mio scarno curriculum è partito all’istante e il Natale del 2008 è stato il più prodigo di regali dei miei 46 trascorsi: uno solo, in realtà, ma... sono entrato a far parte del manipolo di coraggiosi artisti che fortissimamente vuole la nascita e la crescita di questo progetto.

Non potendo ancora inserire alcuna delle caratteristiche della serie, i personaggi e quant’altro (sono certo capirete tutti il perché), mi limito a dire, con un pizzico di orgoglio, che il primo numero è terminato, è bellissimo e sta per essere stampato!
(mmmhhh… forse è già partita la stampa…)

Tornando a noi, nell’invio del curriculum erano indispensabili, ovviamente, un paio di soggetti e qualche tavola sceneggiata; uno dei due soggetti ha preso forma ed è diventato una delle storie del protagonista.
Ma una storia, per ben sceneggiata che sia, ha bisogno di un disegnatore… e la fortuna mi ha abbinato a Fed.
Con calmezza e pazientezza (come direbbe la nipote di una mia conoscente), abbiamo instaurato un rapporto di collaborazione da fare invidia! Mail con scambi di opinioni, sia sulla sceneggiatura che sui disegni, e il coinvolgimento l’editore.

Vedere le prime 10 tavole terminate è stata un’emozione incontrollabile e devo confessare che qualche lacrima di gioia è scappata… forse il lato umano è venuto alla scoperta, visto che si tratta di una piccola vittoria sul mio passato, fatto sì di tante piccole gioie, ma anche di tante, forse troppe, delusioni.

Un brindisi al lavoro mio e, soprattutto, a quello di Fed!

strillo

venerdì 8 maggio 2009

La parola per ricordare.

Mi è capitato, nel giro di un’ora scarsa, di parlare dello stesso argomento analizzandolo da punti di vista differenti.
Mia madre, ottant’anni compiuti, è un pozzo di ricordi; questo pozzo riesce a svuotarlo, ogni volta che le viene richiesto, semplicemente tramite il racconto. Mi vengono in mente, quando mi ritrovo con lei a parlare, gli indiani d’America che, riuniti attorno al fuoco, tramandano (tramandavano …) di padre in figlio usi, costumi, eventi e storie legate al proprio popolo, tutto a parole.

Non ho figli, ma capita sovente di ritrovarmi a parlare di eventi del passato con amici di lunga data; ho constatato, in più di un’occasione, di non essere in grado di ricordare l’evento nella sua totalità e di avere bisogno dell’intervento di uno o più amici partecipanti per evocarlo per completo; così come loro hanno bisogno del mio intervento per il medesimo motivo …

Possibile che non siamo in grado, per il semplice motivo di appartenere a un’altra generazione, di ricordare per intero una cosa qualsiasi? Succede anche a voi o sono io ad essere difettoso di fabbrica?

Meglio fare un distinguo per non creare confusione: quando parlo di “mia generazione” intendo persone di 45 anni; di conseguenza, parlando di genitori, mi riferisco a persone dai 65 anni in su; e se parlo di figli, o nuova generazione, intendo ragazzi di 15-20 anni.

La mia generazione è “figlia della televisione” e i nostri genitori sono “figli (ma forse è più corretto dire fratelli) della radio”; la nuova generazione è “figlia (anche qui è forse meglio definirli fratelli) della rete”.
Non vuole essere un assunto, ma il punto di partenza per sostenere le mie prossime affermazioni.

I nostri genitori sono n grado di ricordare gli eventi; in questo sono stati aiutati dalla radio, mezzo che si affida alla comunicazione per eccellenza, ovvero l’uso della parola.
Noi siamo in grado di ricordare parzialmente gli eventi, ma se li corrediamo di fotografie e mettiamo insieme i singoli pezzi che ognuno di noi, in una qualsiasi riunione tra amici, richiama alla memoria, ecco che il miracolo del ricordo completo si avvera ancora una volta; l’aiuto, ancora una volta, ci arriva da un mezzo di comunicazione cosiddetto di massa: la televisione.
Non ho presente cosa devono fare i nostri figli per ricordare pezzi della loro vita, che è pur breve, ma sicuramente piena di lacune mnemoniche: quanti ventenni si ricordano in quali anni sono state combattute la seconda guerra in Iraq e quella in Afghanistan? Per loro un aiutino in più è pronto a casa, sulla propria scrivania: un apparecchio dotato di tastiera e video insieme (cosa inimmaginabile fino a pochi anni fa) che risponde al nome di computer, in grado, grazie ad un cavo telefonico, di fornire la risposta semplicemente digitando la domanda…

Scusate il turpiloquio, ma da uno scrittore (e qui non c’entra essere alle prime armi) non potete aspettarvi altro che elucubrazioni di poco conto!
Nel mio piccolo, cerco di tornare indietro nel tempo: mi vedo, con la mia famiglia, intorno al focolare, intenti a raccontare le storie di mio padre, che sono quelle del nonno, che sono quelle di un avo di due secoli or sono… per non dimenticare!

… eeehhh … se i nativi americani avessero inventato il computer, sicuramente oggi le cose sarebbero diverse …

strillo

Comunque, come già vi ho suggerito la volta precedente, occhio all’etichetta!

mercoledì 22 aprile 2009

Osso o mattone?

Un blog è un diario, giusto? E questo blog è il diario di uno scrittore, giusto?
Allora, mi spiace per voi, vi tocca subire tutte le mie elucubrazioni creative! Ma non preoccupatevi: basta evitare i post etichettati lo scribano.

Ci sono quei giorni in cui ti viene tutto di getto, liscio come l’olio; ce ne sono altri che, pensa e ripensa, non cavi un ragno dal buco!
Ho un sacco di idee che mi frullano per la testa… e le scrivo subito nel mio quaderno… ma rimangono lì, sterili.

Qualcuno trova un osso, scava una buca per nasconderlo e, quando la fame si fa sentire, ecco che si ricorda del tesoro!
Allo stesso modo, abbiamo un’idea, la scriviamo su un quaderno riposto poi in libreria e, quando l’idea prende forma, ecco che ci ricordiamo di quella frase, di quell’immagine o cos’altro, e andiamo ad aprire il quaderno per edificare qualcosa di più grande di un singolo mattone riposto lì senza nemmeno tanta cura… e dopo le fondamenta, ecco prendere forma il piano terra, sopra al quale poggia un primo piano, un secondo piano e un piano alto: un palazzo bello, solido, ammirato. Presto, intorno a quel palazzo, nascerà un quartiere, che verrà preso a modello da altre persone e che darà vita a una città intera…

Ok, forse sto esagerando, ma quei mattoni che, presi singolarmente, sembrano insignificanti, amalgamati ad arte possono dar vita a qualcosa di fantastico!
Abbiamo il dovere di crederci fino in fondo…

… altrimenti ci dovremo accontentare del solito osso…
strillo

venerdì 17 aprile 2009

Ciao papà!

È passato molto tempo dall’ultima nostra chiacchierata e così ho deciso di scrivere queste poche righe sul mio blog, nella vana speranza che tu possa in qualche modo leggerle.
Ricordi? Avevo da poco compiuto i 21 anni e mi ero appena diplomato… l’anno in cui sei andato via; sì, lo so che ti fa ancora male pensare ch’io abbia perso due anni a scuola!
Quel lontano luglio del 1983, però, eri felice… perché, finalmente, anche a me si aprivano le porte del nuovo mondo: il lavoro, magari sicuro!
Beh, da quel giorno, anzi dalla primavera dell’anno seguente, ho cominciato a lavorare; ho fatto il militare; mi sono dedicato ancora una volta alle mie propensioni artistiche… e di queste, anzi solamente dell’ultima, vorrei parlarti un pochino di più.
Dopo aver recitato, con buoni risultati, per quasi quattro anni con una compagnia amatoriale, mi ritrovo, oggi, con la possibilità di interpretare un ruolo importante grazie alla scrittura che, lo ricordi senz’altro bene, è sempre stato un mio punto di forza, così come è un punto debole la parlantina…
Presto uscirà una mia prima pubblicazione e, ne sono certo, sarai da qualche parte a dividere con me questa gioia. Ho voluto dirtelo perché spero tu sia sempre al mio fianco per aiutarmi in questa nuova avventura: ho voglia di comunicare al mondo intero ciò che vedono i miei occhi e cosa sente il mio cuore.
Ho il desiderio di urlare quanto mi manchi!

… e da lassù continua a starmi vicino… Annalisa, da sola, non ce la fa!
Ti abbraccio.

mercoledì 8 aprile 2009

De cellularis

Ovvero: ma perché, se siamo in 30 milioni a possedere un cellulare, quando si attivano le maratone benefiche non si raggiungono mai i 30 milioni di euro raccolti, visto che basterebbe 1 euro per ogni SMS inviato da cellulare?

“Cara, butta la pasta che sto arrivando...!”
“Amore, lo sai che sei l’unica/o…” e al suo fianco è seduta/o Kim Basinger/Richard Gere (scegliete voi, ma avete capito cosa intendo dire)!
“Cara/o, micia/o mia/o, usciamo per cena questa sera? Dai, che poi indosso il capo di intimo/mi metto il dopobarba che mi hai regalato...” e il fumo dell’arrosto bruciato sta ancora uscendo dal forno!
"Devo comperare anche il latte? Non mi ricordo se lo abbiamo..." e all'altro capo la persona sbuffa perché era in bagno a fare la doccia!

Bene, credo di aver sintetizzato l’utilizzo del cellulare; sono poche, in realtà, le telefonate utili che facciamo in un giorno, ma che dico, in una settimana! E sono anche altrettanto inutili i messaggini con i quali comunichiamo di essere in ritardo all’appuntamento (???) e per colpa dei quali rischiamo, a volte, di andare a sbattere contro un palo o peggio, concentrati nella composizione del testo, non sentiamo la persona amata mentre ci dice “ti voglio bene”.
No, non credo di eccedere! Credo di aver fatto una fotografia dell’Italia, una fotografia che sarebbe molto bella a tinte sbiadite, invece è nitida e lucente nei suoi colori… completamente ritoccata! Già, perché nemmeno di questo ci rendiamo conto: di vivere artificiosamente.
Questo post, lo sento, scatenerà un po' di commenti (almeno lo spero!); e ben vengano, siano essi concordi o in completo disaccordo con quanto scritto.

Inviate almeno un SMS al numero istituito per la raccolta fondi destinata al terremoto in Abruzzo! E se non ne siete convinti, vi convinca constatare che attendono ancora l’inizio (ho scritto INIZIO!) della ricostruzione in Molise, dove sono passati più di 10 anni dal terremoto!.
Se siamo italiani, lo siamo anche quando rinunciamo a 10 SMS per comunicare all’amico/a che siamo in ritardo di 5 minuti e inviarne uno solo per fare un'opera di bene, insignificante se singola, ma grandiosa se fatta da tutti!

lunedì 6 aprile 2009

Curriculum parte seconda.

Il lavoro nobilita l’uomo … e io mi sono nobilitato, dopo i primi mesi di stipendio, con l’acquisto della prima moto (una vespa), con i fine settimana a sciare, con alcuni viaggi interessanti (Brasile e Filippine); ma sentivo che mancava qualcosa.
Molte colleghe, del tutto disinteressate visto il mio aspetto fisico non proprio da Adone, fanno notare quanto sia bella la mia voce; e così, caricato da questo inaspettato complimento, telefono ad una agenzia di doppiaggio dove la segretaria (‘nnaggia!) mi getta nel più profondo sconforto dicendo: “Non basta una bella voce, bisogna saper recitare”.
Detto, fatto: mi iscrivo a un corso di recitazione di 3 anni ed entro a far parte di una compagnia teatrale amatoriale (il tutto in un decennio circa); partecipo a tre spettacoli consecutivi (il secondo, “Il lutto si addice ad Elettra”, lo porterò per sempre nel cuore) e comincio a girovagare per l’Italia con la compagnia per partecipare a qualche concorso (per la cronaca abbiamo anche vinto qualche premio).
Nel frattempo, i miei pochi momenti liberi li dedico, oltre che alla mia compagna, ai giochi per pc; la primavera del 2005 arriva la prima svolta: comincio a scrivere appunti per seguire meglio una partita a un gioco di strategia e, magia, ne esce un vero e proprio romanzo (sul quale sono ancora al lavoro); gli eventi accadono in fretta e nell’autunno 2007 ecco l’affissione che, inconsciamente, aspettavo: apre la Scuola Internazionale di Comics a Torino! Il fattore 3 “S” colpisce: spinta legata al ricordo scolastico di non aver mai fallito un compito scritto di italiano; sprone della mia compagna; stimolo legato al ritorno sui banchi di scuola; seguo il corso di sceneggiatura i cui docenti sono Manfredi Toraldo MANf e Claudio Chiaverotti; per il giudizio finale un membro esterno di tutto rispetto: Pasquale Ruju.

E qui si chiude il mio curriculum: lo avevo promesso breve. Spero di poterlo ampliare... a dismisura!!!

sabato 4 aprile 2009

Curriculum parte prima.

Chi non ha mai fallito alzi la mano!
No, non stiamo parlando di prestazioni, ehm, come dire … insomma, avete capito no?!
Stiamo parlando della vita!
Alle scuole medie riuscivo bene in tutte le materie, con qualche difficoltà solamente in matematica (lacuna per altro ampiamente colmata col passaggio alle superiori); ma c’era una materia che mi procurava particolare piacere affrontare e per la quale non vedevo l’ora di entrare in classe: il disegno. La tecnica del carboncino era la mia preferita, tanto da vedere appeso alle pareti di quell’aula uno dei miei lavori … e per svariati anni!
Io ne ero particolarmente felice e volevo disegnare per il resto della mia vita, i miei genitori erano un po’ più con la testa sulle spalle e i piedi per terra: la scelta degli studi cadde sulla ragioneria; e così, da cartellonista pubblicitario che volevo diventare, mi ritrovo con un diploma utile per il lavoro (siamo negli anni ’80), ma che non ho mai applicato sul campo dato che mi occupo di marketing … in una concessionaria di pubblicità, e questa è la mia piccola rivincita!
Apro una parentesi: gli ultimi due anni di scuola ho ottenuto l’iscrizione a un corso di disegno tenuto dalla pittrice Lella Burzio; bene, dopo il primo anno ero tra gli allievi espositori! Ancora oggi ricordo la commozione dei miei genitori … e quella del sottoscritto, naturalmente! Ma il corso aveva una pecca: dopo la matita e il carboncino, prevedeva l’acquarello … e io ho sempre odiato questa tecnica (forse perché sono una frana!); così, dopo aver tentato invano di convincere la pittrice a farmi lavorare con la china, mi allontanai dal corso per non farci mai più ritorno.

continua...

venerdì 3 aprile 2009

E adesso?

Potrà sembrare strano ai più, ma ci tengo a condividere questo momento di iniziale imbarazzo davanti al classico foglio bianco: cosa scrivo? E detto da uno sceneggiatore pare un controsenso, una di quelle barzellette sui "colmi", tipo quello dell'idraulico che ha la moglie che non capisce un tubo...
Comunque, superato questo primo gradino, ho deciso che inizierò a raccontare un pezzetto della mia carriera (tranquilli: è veramente breve!) per poi passare al vero motivo per cui ho aperto il blog: raccontarvi ogni singolo passo di una nuova avventura, di un progetto che (incrociamo ancora le dita) sarà varato nel mese di giugno!
Ma procedo con ordine e... vado a scrivere il prossimo post, relativo (come promesso) alla mia breve, almeno per il momento, carriera.

strillo