mercoledì 22 aprile 2009

Osso o mattone?

Un blog è un diario, giusto? E questo blog è il diario di uno scrittore, giusto?
Allora, mi spiace per voi, vi tocca subire tutte le mie elucubrazioni creative! Ma non preoccupatevi: basta evitare i post etichettati lo scribano.

Ci sono quei giorni in cui ti viene tutto di getto, liscio come l’olio; ce ne sono altri che, pensa e ripensa, non cavi un ragno dal buco!
Ho un sacco di idee che mi frullano per la testa… e le scrivo subito nel mio quaderno… ma rimangono lì, sterili.

Qualcuno trova un osso, scava una buca per nasconderlo e, quando la fame si fa sentire, ecco che si ricorda del tesoro!
Allo stesso modo, abbiamo un’idea, la scriviamo su un quaderno riposto poi in libreria e, quando l’idea prende forma, ecco che ci ricordiamo di quella frase, di quell’immagine o cos’altro, e andiamo ad aprire il quaderno per edificare qualcosa di più grande di un singolo mattone riposto lì senza nemmeno tanta cura… e dopo le fondamenta, ecco prendere forma il piano terra, sopra al quale poggia un primo piano, un secondo piano e un piano alto: un palazzo bello, solido, ammirato. Presto, intorno a quel palazzo, nascerà un quartiere, che verrà preso a modello da altre persone e che darà vita a una città intera…

Ok, forse sto esagerando, ma quei mattoni che, presi singolarmente, sembrano insignificanti, amalgamati ad arte possono dar vita a qualcosa di fantastico!
Abbiamo il dovere di crederci fino in fondo…

… altrimenti ci dovremo accontentare del solito osso…
strillo

venerdì 17 aprile 2009

Ciao papà!

È passato molto tempo dall’ultima nostra chiacchierata e così ho deciso di scrivere queste poche righe sul mio blog, nella vana speranza che tu possa in qualche modo leggerle.
Ricordi? Avevo da poco compiuto i 21 anni e mi ero appena diplomato… l’anno in cui sei andato via; sì, lo so che ti fa ancora male pensare ch’io abbia perso due anni a scuola!
Quel lontano luglio del 1983, però, eri felice… perché, finalmente, anche a me si aprivano le porte del nuovo mondo: il lavoro, magari sicuro!
Beh, da quel giorno, anzi dalla primavera dell’anno seguente, ho cominciato a lavorare; ho fatto il militare; mi sono dedicato ancora una volta alle mie propensioni artistiche… e di queste, anzi solamente dell’ultima, vorrei parlarti un pochino di più.
Dopo aver recitato, con buoni risultati, per quasi quattro anni con una compagnia amatoriale, mi ritrovo, oggi, con la possibilità di interpretare un ruolo importante grazie alla scrittura che, lo ricordi senz’altro bene, è sempre stato un mio punto di forza, così come è un punto debole la parlantina…
Presto uscirà una mia prima pubblicazione e, ne sono certo, sarai da qualche parte a dividere con me questa gioia. Ho voluto dirtelo perché spero tu sia sempre al mio fianco per aiutarmi in questa nuova avventura: ho voglia di comunicare al mondo intero ciò che vedono i miei occhi e cosa sente il mio cuore.
Ho il desiderio di urlare quanto mi manchi!

… e da lassù continua a starmi vicino… Annalisa, da sola, non ce la fa!
Ti abbraccio.

mercoledì 8 aprile 2009

De cellularis

Ovvero: ma perché, se siamo in 30 milioni a possedere un cellulare, quando si attivano le maratone benefiche non si raggiungono mai i 30 milioni di euro raccolti, visto che basterebbe 1 euro per ogni SMS inviato da cellulare?

“Cara, butta la pasta che sto arrivando...!”
“Amore, lo sai che sei l’unica/o…” e al suo fianco è seduta/o Kim Basinger/Richard Gere (scegliete voi, ma avete capito cosa intendo dire)!
“Cara/o, micia/o mia/o, usciamo per cena questa sera? Dai, che poi indosso il capo di intimo/mi metto il dopobarba che mi hai regalato...” e il fumo dell’arrosto bruciato sta ancora uscendo dal forno!
"Devo comperare anche il latte? Non mi ricordo se lo abbiamo..." e all'altro capo la persona sbuffa perché era in bagno a fare la doccia!

Bene, credo di aver sintetizzato l’utilizzo del cellulare; sono poche, in realtà, le telefonate utili che facciamo in un giorno, ma che dico, in una settimana! E sono anche altrettanto inutili i messaggini con i quali comunichiamo di essere in ritardo all’appuntamento (???) e per colpa dei quali rischiamo, a volte, di andare a sbattere contro un palo o peggio, concentrati nella composizione del testo, non sentiamo la persona amata mentre ci dice “ti voglio bene”.
No, non credo di eccedere! Credo di aver fatto una fotografia dell’Italia, una fotografia che sarebbe molto bella a tinte sbiadite, invece è nitida e lucente nei suoi colori… completamente ritoccata! Già, perché nemmeno di questo ci rendiamo conto: di vivere artificiosamente.
Questo post, lo sento, scatenerà un po' di commenti (almeno lo spero!); e ben vengano, siano essi concordi o in completo disaccordo con quanto scritto.

Inviate almeno un SMS al numero istituito per la raccolta fondi destinata al terremoto in Abruzzo! E se non ne siete convinti, vi convinca constatare che attendono ancora l’inizio (ho scritto INIZIO!) della ricostruzione in Molise, dove sono passati più di 10 anni dal terremoto!.
Se siamo italiani, lo siamo anche quando rinunciamo a 10 SMS per comunicare all’amico/a che siamo in ritardo di 5 minuti e inviarne uno solo per fare un'opera di bene, insignificante se singola, ma grandiosa se fatta da tutti!

lunedì 6 aprile 2009

Curriculum parte seconda.

Il lavoro nobilita l’uomo … e io mi sono nobilitato, dopo i primi mesi di stipendio, con l’acquisto della prima moto (una vespa), con i fine settimana a sciare, con alcuni viaggi interessanti (Brasile e Filippine); ma sentivo che mancava qualcosa.
Molte colleghe, del tutto disinteressate visto il mio aspetto fisico non proprio da Adone, fanno notare quanto sia bella la mia voce; e così, caricato da questo inaspettato complimento, telefono ad una agenzia di doppiaggio dove la segretaria (‘nnaggia!) mi getta nel più profondo sconforto dicendo: “Non basta una bella voce, bisogna saper recitare”.
Detto, fatto: mi iscrivo a un corso di recitazione di 3 anni ed entro a far parte di una compagnia teatrale amatoriale (il tutto in un decennio circa); partecipo a tre spettacoli consecutivi (il secondo, “Il lutto si addice ad Elettra”, lo porterò per sempre nel cuore) e comincio a girovagare per l’Italia con la compagnia per partecipare a qualche concorso (per la cronaca abbiamo anche vinto qualche premio).
Nel frattempo, i miei pochi momenti liberi li dedico, oltre che alla mia compagna, ai giochi per pc; la primavera del 2005 arriva la prima svolta: comincio a scrivere appunti per seguire meglio una partita a un gioco di strategia e, magia, ne esce un vero e proprio romanzo (sul quale sono ancora al lavoro); gli eventi accadono in fretta e nell’autunno 2007 ecco l’affissione che, inconsciamente, aspettavo: apre la Scuola Internazionale di Comics a Torino! Il fattore 3 “S” colpisce: spinta legata al ricordo scolastico di non aver mai fallito un compito scritto di italiano; sprone della mia compagna; stimolo legato al ritorno sui banchi di scuola; seguo il corso di sceneggiatura i cui docenti sono Manfredi Toraldo MANf e Claudio Chiaverotti; per il giudizio finale un membro esterno di tutto rispetto: Pasquale Ruju.

E qui si chiude il mio curriculum: lo avevo promesso breve. Spero di poterlo ampliare... a dismisura!!!

sabato 4 aprile 2009

Curriculum parte prima.

Chi non ha mai fallito alzi la mano!
No, non stiamo parlando di prestazioni, ehm, come dire … insomma, avete capito no?!
Stiamo parlando della vita!
Alle scuole medie riuscivo bene in tutte le materie, con qualche difficoltà solamente in matematica (lacuna per altro ampiamente colmata col passaggio alle superiori); ma c’era una materia che mi procurava particolare piacere affrontare e per la quale non vedevo l’ora di entrare in classe: il disegno. La tecnica del carboncino era la mia preferita, tanto da vedere appeso alle pareti di quell’aula uno dei miei lavori … e per svariati anni!
Io ne ero particolarmente felice e volevo disegnare per il resto della mia vita, i miei genitori erano un po’ più con la testa sulle spalle e i piedi per terra: la scelta degli studi cadde sulla ragioneria; e così, da cartellonista pubblicitario che volevo diventare, mi ritrovo con un diploma utile per il lavoro (siamo negli anni ’80), ma che non ho mai applicato sul campo dato che mi occupo di marketing … in una concessionaria di pubblicità, e questa è la mia piccola rivincita!
Apro una parentesi: gli ultimi due anni di scuola ho ottenuto l’iscrizione a un corso di disegno tenuto dalla pittrice Lella Burzio; bene, dopo il primo anno ero tra gli allievi espositori! Ancora oggi ricordo la commozione dei miei genitori … e quella del sottoscritto, naturalmente! Ma il corso aveva una pecca: dopo la matita e il carboncino, prevedeva l’acquarello … e io ho sempre odiato questa tecnica (forse perché sono una frana!); così, dopo aver tentato invano di convincere la pittrice a farmi lavorare con la china, mi allontanai dal corso per non farci mai più ritorno.

continua...

venerdì 3 aprile 2009

E adesso?

Potrà sembrare strano ai più, ma ci tengo a condividere questo momento di iniziale imbarazzo davanti al classico foglio bianco: cosa scrivo? E detto da uno sceneggiatore pare un controsenso, una di quelle barzellette sui "colmi", tipo quello dell'idraulico che ha la moglie che non capisce un tubo...
Comunque, superato questo primo gradino, ho deciso che inizierò a raccontare un pezzetto della mia carriera (tranquilli: è veramente breve!) per poi passare al vero motivo per cui ho aperto il blog: raccontarvi ogni singolo passo di una nuova avventura, di un progetto che (incrociamo ancora le dita) sarà varato nel mese di giugno!
Ma procedo con ordine e... vado a scrivere il prossimo post, relativo (come promesso) alla mia breve, almeno per il momento, carriera.

strillo