lunedì 27 dicembre 2010

Cosa resterà?

di questi anni ottanta

Al di là della citazione (a proposito: grazie per le parole, Raf) ogni fine anno ci si pone tutti – più o meno – la solita domanda: cosa ho fatto di buono quest’anno? E soprattutto, quali sono i buoni propositi per l’anno nuovo?

Beh, personalmente il 2010 è stato un gran bell’anno, pieno di sorprese e novità; il 2011 alle porte spero sia pieno di altrettanti doni, anzi di più (altrimenti che speranza è?!).
Ho fatto cose buone e cattive, che alla fine della fiera mi permettono di dormire sonni tranquilli e questa tranquillità mi auguro venga anche per il 2011, anzi la auguro a tutti voi!

Il 2010 sono partiti per sempre parenti e amici... a loro il mio saluto particolare con la promessa di non dimenticarli mai.

Ciò che ho fatto e che è successo nel “mio” 2010, auguro di poterlo ripetere e rivedere, per il semplice motivo che sono contento di tutto, ma non per mediocrità, bensì per coscienza; la stessa che mi propongo – ma non è una novità, chi mi conosce lo sa! – di mettere in ogni cosa, ogni passo, ogni parola, ogni gesto, ogni... tutto!

Vi saluto con l'ultima tavola del mio ultimo lavoro pubblicato: IL SOGNO DI UNA VITA, numero 12 di Zeto... dedicato a tutti coloro che sono stati rappresentati da Mari... a Leo in particolare...


Un forte abbraccio a tutti voi, i tre che mi seguono assiduamente e tutti coloro che capitano da queste parti per caso: grazie.

strillo

mercoledì 22 dicembre 2010

Zeto n° 12 on-line!

Miei pochi ma cari lettori, ecco a voi la notizia che aspettavo per passare un bel Natale, di quelli felici e sereni.

Finalmente potrete gustarvi la lettura della mia ultima fatica, ovvero la prima storia del numero 12 di Zeto e che porta il titolo IL SOGNO DI UNA VITA.

Alcuni miei amici hanno già letto le 22 tavole della storia che dedico a una mia cara amica, nonché collega di lavoro; questa è la storia più vera che ho scritto fino ad oggi, di quelle che fanno sbattere il naso contro una quotidianità che - scusate il gioco di parole - quotidianamente ci dimentichiamo, senza averne colpa alcuna, sia chiaro!

Buona lettura a tutti voi e alla prossima storia, ovvero ... no, nessuna anticipazione.

strillo

ops... il LINK

mercoledì 8 dicembre 2010

Il mio elenco...


Abbiamo avuto la fortuna – per alcuni dichiaratamente sfortuna – di seguire quattro puntate di una trasmissione, a parer mio, finalmente fuori dal coro; sto parlando, come avrete intuito dal titolo del post, della coppia Fazio-Saviano.

No, non voglio entrare nel merito di una disamina delle 4 puntate, uno perché non ne sarei in grado, due perché lo hanno fatto in tanti, anzi troppi.

Però… mi è rimasta la voglia di contribuire, nel mio piccolo, con una lista del tutto personale.
Non mi sono sufficientemente concentrato nel cercare un titolo, ma solo nell’inserimento delle cose che ritengo essenziali; Il problema è che anche concentrandomi solo su queste ultime, lo sforzo è stato enorme, quasi insopportabile!

Dopo lungo peregrinare nei meandri della mia (poca) materia grigia, mi sono tornate in mente tre parole già citate nel lontano 1774 in un saggio di Jean Paul Marat… 1774… vuol dire 236 anni fa! Oltre due secoli di storia non hanno cancellato la forza di quelle tre parole, facendole assurgere a caposaldo irrinunciabile della nostra cultura… mi chiedo: ma noi lo sappiamo?

Allora, ragazzi, quanti di voi hanno indovinato le parole?
Tranquilli, io ci ho messo una mattinata a cercare questo elenco per scoprire che era stato già scritto tanti anni or sono:
Libertà!
Uguaglianza!
Fratellanza!
Per dimostrarvi che un po’ le meningi le ho spremute, mi permetto di aggiungere la quarta parola che amalgama alla perfezione il nostro cocktail:
AMORE!
... i bambini della foto lo sanno già!

strillo

giovedì 25 novembre 2010

Matto da legare!

Il fine settimana si avvicina e l'artista che vive in me comincia a scalciare!
Lo so, mi prenderete sicuramente per scemo (lo farei anche io), ma non vedo l'ora che sia domenica per dedicarmi alla scrittura.

Questo fine settimana porterò avanti i miei prossimi progetti (due!): Zeto e Oltrecomics... sperando di non incasinarmi.
Lo faccio per terapia, perché ho scoperto che la scrittura ha lo stesso valore di chi, tra voi, va in piscina o in palestra a sfogare lo stress cumulato in ufficio, al lavoro.

Buon fine settimana a tutti e... rimanete sintonizzati: presto, ne vedrete... ehm... leggerete delle belle.

strillo

martedì 23 novembre 2010

Zeto n° 12 - Anteprima

Il mese di dicembre è alle porte e Marco è stato di parola: è in preparazione l'uscita del numero 12, con la prima storia scritta dal sottoscritto e, come dice bene Marco sul blog di Zeto, magistralmente disegnata da Biagio!

Per chi volesse gustarsi in anteprima una tavola questo è il link al blog di cui sopra.
Non inserisco la tavola (anche perché le avrei inserite tutte bruciando la suspance) perché così faccio anche un po' di marketing al nostro "povero" blog, ma anche a tutti gli artisti del progetto: visitate, gente, visitate.

Forza ragazzi, cominciate a commentare e, soprattutto, iniziate il conto alla rovescia: la mia quarta pubblicazione è in arrivo!!!

strillo

giovedì 18 novembre 2010

Oltrecomics

Bene, è finalmente giunta l'ora di iniziare la collaborazione con i miei nuovi amici di Oltrecomics.
Il progetto che ho in mente è molto serio e ambizioso, quindi spero di poter dimostrare le mie capacità!
Non sarà facile, visti i primi risultati che hanno già raggiunto, però mi sento in forma e pronto ad accogliere e affrontare al meglio questa nuova sfida!

Ovviamente non andrà a discapito di Zeto e nemmeno di una lampadina che si è accesa - grazie a prolungati studi per un numero speciale di Zeto - e che probabilmente diverrà una storia per il mitico MANf.

Dunque, miei cari amici, rimanete all'ascolto: avrete presto novità!

strillo

giovedì 4 novembre 2010

Come mai così silente?

Ci sono quei periodi in cui, come ben sapete, ci si isola dal mondo intero... sempre che si resti a debita distanza dal pc e da un collegamento internet!
In parte ci sono riuscito, in parte no.

Ho appena terminato lo studio di una marea di notizie storiche su una cittadina italiana; presto lo studio si trasformerà in un soggetto, che altrettanto presto diverrà la sceneggiatura per un numero speciale di Zeto.

Naturalmente non posso dire molto di più, se non che sono in quella fase a metà tra la fine dello studio e l'inizio del soggetto... insomma, sto ancora studiando come assemblare tutto il materiale raccolto e renderlo piacevole e divertente da romanzare per me (e molto probabilmente un altro collega di penna), ma anche per i disegnatori che affronteranno l'arduo compito di trasformare quest'altro brutto anatroccolo in graphic novel degna di essere letta.

Tutto questo materiale, lo sto assemblando a mano... nel senso che sto scrivendo a mano (mi vien da dire "ho preso carta, penna e calamaio); invito tutti a farlo, anzi a riprendere possesso di questa capacità che ci rende unici su questa terra! No, fermi! Non ho detto che il computer dovete gettarlo nel wc; semplicemente accendetelo una volta che le idee si sono schiarite; e tornare a fare lo scribano, credetemi, aiuta a dissolvere la nebbia che tante volte offusca la materia grigia.

Comunque, al momento ho scritto ben 14 pagine!
Certo, in un file di word si ridurrebbero di un terzo, ma la soddisfazione è massima! Soprattutto quando, rileggendo, scopro di aver fatto poche correzioni.

Ecco spiegata, anche se non ve ne fregava più di tanto, la mia latitanza dal blog.

Sto pensando di porre rimedio... ma forse gradite di più queste mie assenze che post inutili (o forse lo gradisco io?!).

Un abbraccio,

strillo

sabato 2 ottobre 2010

Peanuts.

Un post con poche parole, ma sincere:

BUON COMPLEANNO CHARLIE BROWN!
(che è anche il titolo di uno degli album in mio possesso)

E grazie per avermi regalato tante risate in questi anni.


strillo

martedì 28 settembre 2010

Un post per domani, mercoledì 29 settembre.

Attenti miei cari amici: non leggete questo inutile post!

Il mio blog è aperto da un anno e mezzo - azz, come vola il tempo! - ed è giunto il momento di scrivere finalmente un post fatto di acqua, di parole campate in aria senza alcun significato!

Oggi è stata la classica giornata di M che non merita di essere ricordata, se non per il momento del rientro a casa, al sicuro.
Giusto, quindi, terminare questa giornata fatta di M_eravigliosa gente incontrata per caso in strada con le poche righe che seguono.

Tranquilli, domani ve ne sarete dimenticati tutti; anzi, se volete possiamo darci appuntamento - rigorosamente virtuale, come si addice al nostro tempo fatto di cose eteree e di poche, anzi nessuna cosa tangibile - al bar, in modo da festeggiare tutti insieme un "mercoledì da leoni" (prima citazione).

... seduto in quel caffè
io non pensavo a te...

Buon 29 settembre a tutti (altra citazione, che viene dopo la citazione della strofa).

Un abbraccio e tante scuse (ma queste non sono mai inutili!!!)

strillo

PS Allora, è abbastanza strampalato il post, sì o no?! OK, avete ragione: c'è di meglio!

mercoledì 22 settembre 2010

Elogio di Sbirulino.


“... Oggi (ieri, ndr) Sbirulino è volato via, è andato a far sorridere altri bambini, in un altro mondo, in un altro cielo...”

Ho trovato molti commenti sul web, ma questo è quello che mi è piaciuto di più in assoluto; per dovere e simpatia, questo è il link.

Non sono in grado di tracciare il percorso di vita di Sbirulino: in quegli anni cominciavo a crescere e la televisione non era il mio maggior punto di riferimento...

Sono in grado, però, di distinguere – forse perché fa parte del mio lavoro – una televisione di qualità da una televisione... meglio lasciar perdere ogni tentativo di identificazione, nominale o no, della TV di oggi!

Sandra e Raimondo sono – e sempre saranno – la qualità televisiva per eccellenza; naturalmente non sono gli unici esponenti di questo mondo dimenticato, di quest’isola di dinosauri che sempre più si sta spopolando più per motivi anagrafici che altro.

Un grazie sincero, però, anche oggi (ieri) lo dobbiamo: viva Sbirulino, viva Casa Vianello, viva tutte le risate che questi due grandi hanno strappato a me, a voi e a tante generazioni.

Ciao Sandra... e ricordati di correre incontro a Raimondo, come in quella sigla di uno dei tanti varietà... eravate su una spiaggia, oggi vostro ultimo e definitivo approdo: una coppia per sempre!

strillo

martedì 21 settembre 2010

A proposito di cinema.

Mi sono imposto, insieme alla signora H, di andare al cinema almeno una volta a settimana.

La sala cinematografica ha molti pregi che non sono legati esclusivamente alla grandezza dello schermo o alla comodità della poltrona; accomuna un pubblico variegato, dando a tutti l’opportunità – una volta terminata la visione – di commentare il film fin dal momento in cui la luce in sala comincia ad accendersi.
È bello sentire le persone dire “che bello”, “che noia”, “ma come ha fatto a vincere/non vincere il Premio x”, “ma quanto è bravo/brava a recitare y”...
È altresì bello sentire ruminare le mandibole dei presenti, intente a triturare – oltre ai marroni, quando si è nel momento clou di un dialogo! – varie schifezze che contribuiscono al sonno post film.
Accetto anche il sottofondo fatto di brusii con cui tutti, noi compresi, ci scambiamo le prime impressioni o cerchiamo di indovinare chi è l’assassino o come il protagonista risolverà una situazione.
Soprattutto, la cosa più bella è la partecipazione!
Vogliamo confrontare la visione a casa di un film noleggiato con quella di un film in primissima al cinema?
Azz!!! Non possiamo stoppare per andare al bagno o fare la pausa merenda!!!

Vabbè, tutto ciò per dire che siamo andati a vedere MANGIA PREGA AMA.
Non mi dilungherò nella disamina del film; mi limiterò a dire un paio di cose.
Trama - molto americano: della serie "lascio tutto e cambio vita"... che poi non ho ben capito cosa ha cambiato nella propria vita la protagonista... forse il libro (acquistato all'uscita) mi verrà in aiuto.
Recitazione - più che degna! tutti bravi, anche i ruoli secondari.
Dialoghi - superlativi; credo siano molto fedeli al libro per cui hanno reso al meglio! valgono la spesa del biglietto!... qualche sbavatura nel doppiaggio, ma è pignoleria credetemi.

Insomma, alla fine della fiera sto elogiando un film da cui mi aspettavo un messaggio puntualmente arrivato; anzi, il messaggio è di quelli da scrivere a caratteri cubitali nel diario della propria vita (o potrebbe essere un buon motivo per iniziarlo).

Non siamo in America, d’accordo, ma nessuno ci vieta di pensare (almeno quello) che tutto ciò può accadere e che tutto ciò può entrare a far parte della nostra vita.
MANGIA – un chiaro invito al puro divertimento e abbandono dei sensi.
PREGA – un’esortazione a credere... in cosa e/o chi, ciascuno di noi lo può scoprire da solo.
AMA – un imperativo: lasciamo entrare l’amore nella nostra vita!

Un mix proporzionato delle tre cose significa trovare il giusto equilibrio con noi stessi in primo luogo e con chi ci sta accanto; questo sembra essere il messaggio che la scrittrice ha avuto in risposta alle sue domande e di cui ci vuole rendere partecipi.

Grazie!!!

Un abbraccio a tutti.

strillo


domenica 19 settembre 2010

Uffa! Ma siamo ancora a settembre?!?!

Chissà perché ogni anno, terminate le ferie, tutti - quasi indistintamente - attendiamo l'arrivo di dicembre... anzi, del Natale!

Personalmente ho un paio di motivi in più per questo 2010: usciranno due mie storie, una su Zeto e l'altra in collaborazione con la Scuola.

Sono già in piena fibrillazione!

La storia di Zeto è già terminata, grazie soprattutto al bellissimo lavoro delle mani di Biagio, che ancora una volta ringrazio - e questa volta pubblicamente! cioè qui sul blog... 'nnaggia se solo avessi qualche lettore in più...

Per la seconda sto ricevendo gli schizzi delle tavole (sono solamente 10) e devo dire che la casualità mi ha abbinato ancora una volta bene.
Speriamo che la collaborazione telematica funzioni come sempre mi è capitato in precedenza; per il momento non posso lamentarmi e il contatto - comprese le prime correzioni - è stato stabilito, anzi già perfezionato.

Saluti a tutti e... occhio agli aggiuornamenti.

strillo

mercoledì 15 settembre 2010

L'estate sta finendo..

e un anno se ne vaaaa


come cantavano i mitici concittadini Righeira.

Come consuetudine per ciascuno di noi, è giusto tirare le somme di ciò che mi ero prefissato di fare e quello che ho fatto.
Io e la signora H ci siamo portati dietro uno zaino pieno di libri, due biro, una matita, una gomma e un block notes.
Le mete sono già state svelate, ma quali ho raggiunto?
Ora vi annoio un pochino e ve lo dico.

Scrivere.
Comincio dalle dolenti note per il semplice motivo che mi piace chiudere in bellezza: non ho scritto nemmeno una parola!
Solo un paio di appunti per situazioni che mi hanno colpito e che potrebbero essere inserite in qualche storia, tutto qui!

Camminare.
... già, perché giunti a destinazione (Valle d'Aosta) lo zaino è stato svuotato del suo contenuto originale per essere riempito - di volta in volta - con acqua, pane, formaggio e affettati; immancabili, naturalmente, golfini (o il sopra della tuta da ginnastica) e ricambi di intimo.
Insomma, di chilometri ne abbiamo macinati, ma ancora pochi rispetto alle camminate nella Valle Gesso a Entracque... intanto cominciamo a prendere di nuovo il ritmo, poi si vedrà.

Leggere 1.
Ho letto, anzi divorato, Il segreto dell'alchimista di Antonia Romagnoli... ho già fatto un accenno in un post precedente...
Mi ha appassionato fino all'ultimo e non vedo l'ora di acquistare il secondo volume della saga I signori delle colline.
C'è - dietro a questo piccolo gioiello di scrittura - un nuovo modo di concepire il fantasy, cercando di portarlo nelle nostre terre, facendolo tutto nostro, italianizzandolo: questa credo sia la meta che si è prefissata l'autrice... e sicuramente è giunta in vetta!
L'innamoramento per l'autrice, per il suo romanzo, per i suoi personaggi così reali, è consacrato dall'inserimento, nella barra di navigazione a destra, del link al suo sito.

Leggere 2.
Apocalittici e integrati... è un po' che non ne parlo, vero?!
Ho letto tutta la parte che mi interessava, ovvero quella che lo identifica come un saggio sul fumetto; sono anche giunto finalmente alla mitica citazione sospensione dell'incredulità (in verità riportata in inglese).
La parola fine, per questo libro, credo non esista e mai esisterà!
Sono sicuro che presto ci tornerò sopra: è stato troppo istruttivo per confinarlo a episodio di lettura... diverrà un libro di testo (chissà che un giorno non decida di intraprendere una carriera didattica).

strillo

martedì 7 settembre 2010

Voyeurismo.

Ecco, uno torna dalle vacanze, si appresta a passare il primo fine settimana attaccato alla TV e cosa scopre?
Che nulla, ma proprio nulla, è cambiato!!!

È triste vedere – e sapere che in tanti milioni di persone stanno vedendo – la morte reiterata di un povero motociclista giapponese o di un appassionato di motori che stava seguendo una gara di rally; è triste, oltre che peggiorativo, sapere che quei filmati sono stati cliccati x volte su internet; è triste constatare che il voyeurismo umano è peggiorato, passando dal sexy allo splatter.

Lo ammetto, io stesso mi ritrovo appiccicato davanti al televisore per vedere la partenza di una gara di Formula1 o della MotoGP, ma si tratta di pura adrenalina che dà la scossa a tutto il corpo, di un momento che dura un minuto e niente più (e nel caso della MotoGP anche di passione da mototurista); l’incidente, per spettacolare che sia, non fa parte del mio bagaglio personale: il tubo catodico (mi piace chiamarlo ancora così il televisore) lo spengo subito perché non voglio assistere alla ripetizione delle immagini che diventano una vera e propria tortura per le persone coinvolte.

Chi fa televisione questa cose le conosce, e molto bene!
Chi guarda la televisione, per contro, dovrebbe sapere quale potere ha in mano: non quello di decidere se vedere un canale o un altro, ma quello di poter comunicare – con quella scelta – il proprio assenso o dissapore per le cose che gli vengono proposte.

Personalmente sono contrario, per cui la mia scelta, anche questa volta, è per “off”.

strillo

martedì 31 agosto 2010

Post per un'amica.

Il 15 di agosto è sempre stato un giorno particolare, di quelli che difficilmente ci dimentichiamo di festeggiare... da quest'anno, però, il giorno diventerà ancora più importante perché mi ricorderà la partenza per IL viaggio della mia amica (nonché collega) Rita.

Super Rita - come ero solito chiamarla - ha terminato le sue faccende terrene, senza lasciarne indietro nemmeno una!
Ha affrontato gli ultimi tornanti di una strada tortuosa con la tenacia dell'onda che si infrange sulla scogliera e subito dopo riprende il proprio moto perpetuo, attimo dopo attimo.

Non ho altro da aggiungere, anzi sì: che questo post rimanga a imperitura memoria!

Ciao Super Rita... e ricordati di salutare mio papà!

Vorrei però ricordarti com'eri
pensare che ancora vivi
voglio pensare che ancora mi ascolti
che come allora sorridi

[Nomadi - Canzone per un'amica]

mercoledì 4 agosto 2010

Nello specchio: la storia dei due ragazzi - parte 2.


Eccoci, cari i miei pochi lettori, alle tavole 4 e 5, dove la storia dei personaggi continua a snocciolarsi.

Sitota si ricorda le lamentele scolastiche... non fatte di voti brutti o cos’altro, ma della mancata amicizia – quella vera – dei compagni, che lo lasciano immancabilmente solo proprio nel momento in cui ogni ragazzo desidera il contatto con i propri coetanei.

Per quanto riguarda Treba, mi sono ricordato di un mio gesto di qualche anno fa... prese delle brioche al bar, uscito ne porgevo una a un suonatore di fisarmonica... per cedere le altre due, dopo alcuni passi, a un secondo suonatore di fisarmonica, padre del primo; due sorrisi che non dimenticherò mai e ai quali ho voluto dare forma in quest’occasione.
Interessanti i dialoghi di Treba: “Se solo avessi un...” “Grazie... amico!” ... al lettore più attento non è certo sfuggito!

La prima curiosità delle due vignette sta nel fatto che sono speculari anche verticalmente, come in un obiettivo fotografico, come l’immagine percepita dal nostro occhio senza l’interpretazione del cervello.

Ma c’è una cosa cui tengo particolarmente, il passaggio tra le due tavole: vignetta 5 di tavola 4 che inquadra Zeto mentre saluta i palloncini persi, vignetta 1 di tavola 5 che inquadra Zeto mentre afferra la clava in quanto appena terminato il suo numero... molto filmica, molto di contrasto prestando attenzione, poi, ai dialoghi; nella prima, infatti, si parla di libertà, mentre nella seconda di presa e tenuta stretta (anche se stiamo parlando di un oggetto).

Significative, infine, le vignette orizzontali; in queste due tavole Zeto interagisce con i due ragazzi in modo passivo e spontaneo, passando all’azione nelle tavole immediatamente successive, che saranno oggetto di un prossimo post.

Un salutone vacanziero.
strillo

domenica 1 agosto 2010

Nello specchio: la storia dei due ragazzi - parte 1.


Dopo un po’ di mesi di inattività su questo fronte, eccomi alla pubblicazione di un altro post dedicato alla mia terza storia, ovvero Nello specchio.

Se nel post precedente ho fatto vedere come presentavo i personaggi, ora vi allego le tavole 2 e 3 che ci presentano la storia dei due.

Chi di voi disegna subito rimarrà attratto dalla libertà di espressione lasciata al disegnatore: una sequenza di due tavole a vignettone unico! Quanti altri sceneggiatori trovate con questa disponibilità!!!

La storia dei ragazzi è interrotta dal volto degli stessi dando un’interpretazione emotiva al racconto.
Nella prima si parla di gioia per non appartenere più (almeno fisicamente) a un Continente problematico dal punto di vista di qualità della vita. Il volto di Sitota è prima felice (il ricordo di un’infanzia migliore di tanti suoi coetanei rimasti ad Addis), poi triste, lasciando intendere al lettore (almeno spero sia arrivato il messaggio) che sta ascoltando la storia del suo amico Treba Tise. Il tocco finale, all’emblematico problema dell’acqua in Africa, è lasciato alla figura femminile che porta un otre.
Nella seconda ho voluto inserire una scena di guerra – purtroppo molto conosciuta – in cui i bambini (gli orfani poi citati più avanti) camminano tra le macerie; qui, il volto di Treba è prima triste (il ricordo della propria infanzia) e poi felice, lasciando intendere – come per la vignetta precedente – che il ragazzo sta ascoltando la storia dell’amico Sitota.
Il dialogo non è stato possibile trattarlo se non con delle didascalie, ma sembra sia divenuto efficace.
Vi do appuntamento al prossimo post, augurando a tutti un buon mese di agosto; io partirò per tre settimane di meritata vacanza; al rientro ci saranno, spero, un po’ di novità.
... e mi raccomando: leggete tanto!
strillo

domenica 25 luglio 2010

Ho cominciato prima le ferie...

... nel senso che in ufficio ci vado ancora e ci andrò regolarmente per altre due settimane; la pausa me la sono presa per il cervello - fatta eccezione per le ore di lavoro, naturalmente.

Che fare se non leggere, e ancora leggere, e ancora una volta leggere?
Guardare un film!

Ho appena terminato la visione di Mine Vaganti di Ozpeteck.
Guardatelo, merita veramente!
Buoni, forse ottimi, i dialoghi; buona - anche se da qualcuno degli attori mi aspettavo di più - anche la recitazione; bella la storia, condotta bene e ben articolata.

Sul fronte lettura, invece, sono impegnato nel romanzo Il segreto dell'alchimista di Antonia Romagnoli.
Un giallo ad ambientazione fantasy ben scritto e, almeno per il momento, intrigante nel modo giusto, con un mix riuscitissimo tra giallo-fantasy e quel tocco - molto femminile in questo caso - di romanticismo.
Vi consiglio la lettura, consiglio che cade nel momento giusto in cui ci si appresta a partire per le vacanze e a scegliere, oltre i vestiti, quali libri mettere in valigia.

Ma non sono qui per scrivere una critica sul film o sul libro... sono qui perché da giorni mi frulla per la testa il pensiero di questo blog, di tutti gli altri blog aperti da sconosciuti nel mondo, ma presenti tutti insieme - all'unisono - qui, nella rete!
Non mi stanco di pensare a quanti di questi blog sono ancora attivi e quanti sono "morti", probabilmente per noncuranza del proprietario.
Soprattutto, non mi stanco di pensare all'immortalità di questi messaggi - insignificanti o meno che siano - lasciati in eterno nell'etere (a meno di cancellazione volontaria da parte dell'autore).

Siamo di fronte alla scoperta che l'umanità cerca dalla sua nascita?
O siamo semplicemente di fronte alla possibilità per chiunque di poter lasciare un proprio ricordo ai posteri?
Non essendo interessato alla prima (lo so: vi sembrerà strano, ma è così!), propendo per la seconda soluzione.

Quindi, amici cari, colleghi di tutto il mondo... beccatevi anche questo post!

Un abbraccio

strillo

martedì 6 luglio 2010

Ci sono, ho trovato come risolvere il problema del foglio bianco!

... quel maledetto blocco dello scrittore; ma non era meglio chiamarlo fattore Pigna?
Uhhh... forse qualcuno può non capire la battuta: Pigna è un famoso nome per i block notes... bianchi, naturalmente.

Torniamo all'invenzione, che è un po' come quella dell’acqua calda, ma ha la sua efficacia.

Qualcuno di voi certamente conosce il programma ACCESS; bene, questa mattina mi è tornato alla mente il suggerimento del professore del corso di access che ho frequentato (grazie al lavoro), ovvero di non aver paura a schematizzare su un foglio di carta il progetto che abbiamo in mente.

Devo ammettere che in più di un’occasione questa tecnica mi ha tolto le castagne dal fuoco: è molto utile, per esempio, per progettare siti internet (qualsiasi programma si decida di utilizzare per la realizzazione finale); altrettanto utile in ufficio per progettare una presentazione (lo standard aziendale prevede il power point come strumento finale); mi è tornato utile anche nel mettere giù le prime sceneggiature – e i post fino ad ora inseriti in merito alla storia NELLO SPECCHIO penso lo abbiano dimostrato.

Insomma, tra poco spegnerò il pc e prenderò carta, penna e calamaio… come si faceva una volta!

Se il risultato finale è come i progetti (tutti!) precedenti, beh… il gioco è fatto!

So che non ve ne può fregar de meno, ma vi terrò aggiornati.

strillo

lunedì 5 luglio 2010

D’accordo ragazzi, avete ragione!

Ho scritto che questo è il blog di uno scrittore alle prime armi e, almeno in qualche spot, cerco di mantenere fede all’impegno preso.
Per fugare ogni dubbio, "beccatevi" questo! :-)

Mi trovo davanti al solito blocco – catastrofico! – dello scrittore di fronte al foglio bianco… per mia fortuna c’è questo blog su cui sfogarmi, ci siete voi a leggermi e a tenermi alto il morale.

Ho stampato il regolamento di un premio letterario giunto alla seconda edizione; è alla mia portata, ma cosa scrivere? Maledetti regolamenti che NON stabiliscono il tema o i temi da sviluppare!
Lo so, è un controsenso, ma almeno potevo mettermi il cuore in pace dicendo a me stesso: “Non sono in grado”; oppure: “Non sono pronto”.
In cantina – o nel cassetto, come preferite – ho più di un progetto, ma da quale partire?

Le CRONACHE ANSEATICHE possono andar bene: sono praticamente terminate e ci vuole veramente poco tempo per farne una raccolta di racconti.
Ma in più di un’occasione mi sono convinto che hanno bisogno di una revisione totale; morale della favole, rimangono nel cassetto pronte a prendere forma in un’altra occasione.

Altro sogno nel cassetto, anche se più datato e sicuramente bisognoso di una ristrutturazione degna di un rustico diroccato di campagna (o montagna se vi piace di più), è I MIEI PRIMI 10.000; si tratta di un diario motociclistico nato in seguito all’acquisto dell’ultima moto (attualmente ancora in mio possesso).
Sono i pensieri del “vero” motociclista, quello che non solo si diverte a guidare il proprio mezzo insieme a uno stuolo di amici centauri, ma che in più di un’occasione decide di fare una gita in solitaria… di qui il titolo (comunque provvisorio) che ricorda quello di un libro di Messner, grande alpinista con la vocazione delle scalate in solitaria di famosissimi “8.000” (Sopravvissuto: i miei 14 ottomila).
Gli appunti sono ancora in un blocco per stenografia; li scrivevo ogni lunedì mattina sul treno, quando facevo Torino-Milano tutti i giorni per lavoro… che bei ricordi!

Questa settimana sono in vacanza e credo riuscirò a trovare lo spunto giusto per cominciare questa nuova avventura; ho tempo fino al 30 novembre…

Intanto, buona estate a tutti.

strillo

venerdì 25 giugno 2010

Non ho bigiato il blog!

Colpevolmente assente dal blog inserisco questo con la richiesta di scuse ai miei 3 lettori, ma soprattutto vi porto a conoscenza di un paio di motivi che mi hanno visto frequentare altri lidi, o meglio non navigare più di tanto in internet.

In primo luogo l’odiatissimo web sense della Ditta, aaaargh!!!
È vero che al lavoro non si deve chattare, inserire post sui forum o sui blog, mettersi le dita nel naso e quant’altro, ma alla stessa stregua è altrettanto vero che la pausa caffè dovrebbe durare il tempo necessario per raggiungere la macchinetta, consumare e rientrare in ufficio… a meno di dover attraversare una porta spazio-temporale.
Comunque, alla faccia degli ingegneri addetti al traffico durante il lavoro (in sala macchinette del caffè o ufficio con pc in rete che sia), ho scoperto come aggirare l’ostacolo: furrrrrrrrrbo io!

In secondo luogo – e qui ci sta bene il soprattutto - è nato un bel progetto di beneficenza riguardante il Sud Sudan.
Per questo progetto - udite udite! - sono stato chiamato in causa, insieme ai miei compagni di corso 2007/8, dal mitico MANf.
Ebbene sì, Manfredi Toraldo ha chiamato a raccolta la sua prima - e spero indimenticabile! - classe di sceneggiatura per l’uscita di un fumetto entro fine anno; insomma, un lavoro a più mani.

Affilate le lame, ho già provveduto alla stesura della mia parte di sceneggiatura che, tranne (forse) un ritocchino, è già “in bella copia” mentre attualmente sono occupato nella revisione di parte dei dialoghi.
Non sono affatto semplici e dovrò concentrarmi al 300% (prenderò spunto, ma al contrario, dai nostri azzurri) in quanto la prima parte ha bisogno di una trasformazione da didascalico a colloquiale; la seconda parte è venuta molto più fluida grazie anche a un incontro illuminante con il MANf; e intanto ho incassato i complimenti del professorone!!!

Vi chiedo anche scusa, pochi lettori, per non aver inserito prima questo post… il fatto è che aspettavo lo facesse per primo, nel suo blog, MANf stesso.

Un abbraccio a tutti e VUVUZELA a volontà per questo bel progetto!

strillo

venerdì 28 maggio 2010

Per BACCO!


Sono appena rientrato - insieme a H. - da una piccola vacanza "campagnola".

Il Piemonte, per gli amanti del vino, è una meta immancabile in almeno una gita della propria vita: grandi vini - sia strutturati che no, cucina tipica costruita ad arte intorno ai vini per renderli ancora più sublimi, cantine, castelli e... colline, tante colline!

Il tutto è ritrovabile in pochi chilometri quadrati; basta concentrarsi, infatti, sui territori denominati Langhe, Roero e Monferrato.

Non a caso questi posti sono stati scelti da artisti in cerca di ispirazione: il pensiero fluttua verso l'orizzonte ondulato dal profilo delle colline per infrangersi sul poggio di fronte e tornare a noi, è vero, ma anche per continuare il proprio percorso trovando un altro poggio, alle nostre spalle, come barriera riflettente; e così all'infinito...

Scherzando col MANf al telefono - azz, non ho potuto fare a meno di questo piccolo aggeggio tecnologico - mi sono spacciato per Fenoglio (non me ne voglia!), ma anche per una spugna che tutto assorbe, dalle informazioni che la gente del luogo elargisce con simpatia ai panorami mozzafiato che continuamente cambiano pur rimanendo se stessi.

Non abbiamo fatto migliaia chilometri per godere di tutto ciò; in totale (nel senso di andata e ritorno, unitamente ai mini tour in loco) 270 appena: che bello, abbiamo anche inquinato pochissimo!

Ci torneremo e consigliamo, a chi non l'ha ancora fatto, un giro per castelli e cantine; inoltre, la vena dello scrittore ha concepito qualcosa... ma questo è un altro discorso.
Allego una delle tante foto scattate: un sentiero per accedere ai vigneti sui pendii dove sorge il Castello di Grinzane Cavour.
strillo

giovedì 20 maggio 2010

Ci risiamo!

Eccoci alle porte di una "giornata" particolare, di quelle dedicate a qualcosa o qualcuno, di quelle da ricordare (e saremo in tanti, comunque, a farlo - io compreso!).

Domani, 21 maggio 2010, è la
GIORNATA NAZIONALE DEL FUMETTO!


Ripeto, sono contento di questa iniziativa, ma lo sarei di più sapendo che anche il resto della settimana è "del fumetto", piuttosto che la prossima settimana, o il resto del mese o tutto il 2010... o tutta la vita di chi, nelle nuvole parlanti, trova quel che cerca: poesia, letteratura, storia, filosofia... insomma, un'università intera!
(è più comune di quel che si pensa, credetemi)

Vabbè, bando alle ciance (in questo caso molto improduttive).
Domani è un giorno importante per il mondo dei comics ed è giusto festeggiarlo, che diamine!

Naturalmente... IO ADERISCO!!!

strillo

giovedì 13 maggio 2010

Nello specchio - la bozza della sceneggiatura

Carissimi amici, con un po' di ritardo riprendo il discorso relativo alla mia terza storia per Zeto.

Per la precisione, riprendo con l'inserimento della prima e ultima tavola pescando, tra i miei file, le immagini - salvate da power point in jpg - della sceneggiatura definitiva... anche se i nomi dei ragazzi protagonisti sono ancora quelli vecchi (la versione definitiva della sceneggiatura l'ho salvata solo in word).




Come ho anticipato, anche per queste tavole ho immaginato l'effetto specchio pur sapendo che distano tra loro di 12 tavole...
Un abbraccio.
strillo

venerdì 7 maggio 2010

NELLO SPECCHIO – le tavole e le vignette.

Eccomi alla terza puntata per spiegare i passi della "mia" terza storia per Zeto: contenti?
Ho capito... non ve ne può fregar de meno, ma sento la necessità di continuare su questa strada per cui ve lo cuccate... insieme alle altre che seguiranno, naturalmente!

Quando lessi l’inserto de Il sole 24 ore, mi fu subito chiaro un concetto: ero di fronte al concepimento di due storie che si dovevano alla fine unire.
Le due storie potevano essere descritte singolarmente ma per intero oppure essere sviluppate in due tavole per volta.
Prima difficoltà: che fine avrebbero fatto la prima e l’ultima pagina?
Seconda difficoltà: quando sono alle pagine 2 e 3 è preferibile leggere la storia di uno dei ragazzi e, girando pagina, passare all’altro? non diventa troppo spezzato?
Idea, anzi ideone!!!
Le pagine pari parleranno di un ragazzo e quelle dispari dell’altro... già, bravo: e la prima e l’ultima?

Procediamo per gradi.
Apro il mio power point – programma senza misteri per il sottoscritto – e comincio a dividere le tavole nel modo in cui ho pensato, anche solo per prova, non nella versione definitiva; l’effetto è bellissimo e immagino il lettore che, pagina aperta, vede proprio il “gioco” della vita dei ragazzi, il loro specchio della vita, le loro storie e le loro emozioni.
Comincio a pensare, quindi, alla prima tavola; penso a Zeto che incontra i ragazzi... e subito mi viene in mente l’inquadratura dell’ultima vignetta: Zeto che abbraccia i ragazzi! ho deciso: nella prima pagina il gioco allo specchio comincia subito, con la medesima inquadratura per i due ragazzi che si presentano al pubblico; nell’ultima, per contro (anzi per specchio), si presentano tra loro stringendosi la mano.

Fantastico: il gioco è fatto, ora posso procedere alla stesura della sceneggiatura facendo attenzione a
calibrare il gioco che ho in mente, stabilendo anche un punto di stacco.

Lo stacco me lo procura Zeto, che si sofferma a pensare al primo incontro avuto con i ragazzi (tavola 10 a vignettone unico); nella pagina successiva, lo stesso Zeto ci introduce al secondo incontro... e ricomincia il gioco dello specchio.

Insomma, spero di essere riuscito nel mio intento di spiegare cosa mi è venuto in mente e come l’ho realizzato; naturalmente sono disponibile per eventuali dubbi o approfondimenti.

strillo

venerdì 30 aprile 2010

NELLO SPECCHIO – la scelta del nome dei ragazzi.

In questo secondo post dedicato alla storia di Zeto attualmente fruibile on-line, desidero portare la vostra attenzione sulla scelta dei nomi.

Il ragazzo etiope era in un primo momento Filippo, mentre quello croato era Dasko.
Filippo era il nome che voleva affibbiare mia mamma al sottoscritto; poi cambiò idea in Fabio, ma non sulla opportunità di darmi come secondo nome quello di suo nonno: Donato.
Donato... quindi “regalato”... ottima scelta per il nome dato a un ragazzo dai genitori adottivi, un nome anche pieno di significato, soprattutto per i genitori.
Il buon Gianluca, però, mi disse

fossi io a scrivere questo racconto farei un gioco di fantasia stroppiando il nome di Donato in modo tale che resti il suono ed il significato (ottenuto come un regalo) ma che ricordi il paese da cui il ragazzo arriva. È difficile, ma anche stuzzicante come gioco.

Uffa, una volta arrivato alla scelta - dal tuo punto di vista definitiva – non è semplice rimettere tutto in gioco!
Accetto la sfida, ma decido di chiedere l’intervento di mio fratello che ha vissuto per un anno ad Addis Abeba: ecco chi poteva tradurmi “donato” in amharico!
E così, dopo una settimana, ecco comparire il nome – questa volta sì definitivo – di SITOTA... e io che avevo quasi fatto cadere la scelta su Zenabe, che significa pioggia (altro bel significato, certo, ma per la provenienza del ragazzo e non per il contesto in cui vive oggi).

Stessa sorte è toccata a Dasko, ma l’aiuto potevo trovarlo solo in internet.
Come solito, ecco venirmi incontro wiki con la traduzione di alcuni vocaboli per turismo; la mia scelta è caduta su bisogno e tranquillo, TREBA TISE appunto!
Inoltre la pronuncia di Tise (Tisce) è diventata – dietro suggerimento di Gianluca – una gag del ragazzo con Zeto (tavola 13 vignette 3 e 4 - attenzione: nel volume "assemblato" si tratta della tavola 15).

Al tutto manca ancora quel toccò di classe che solo la mente perversa di Gianluca poteva escogitare: aggiungere qualcosa allo scarno SPECCHIO per dargli un contesto, un background.
I suoi suggerimenti sono stati ALLO oppure NELLO e la scelta è caduta su NELLO, per il semplice motivo che mi sembrava funzionasse meglio per raggiungere lo scopo.

Dunque, ecco che la storia si modellava alla perfezione sui due ragazzi e sul significato dei loro nomi, ma anche un messaggio immediato nel titolo per il lettore perché Nello Specchio vuol dire che si vedrà qualcosa di speculare, ovvero le vite dei due ragazzi che alla fine escono dalle rispettive superfici riflettenti per dar vita a qualcosa di nuovo.

Scusate lo sproloquio, ma il cuore mi dice che devo comunicare ai lettori i passi fatti mentre scrivevo questa storia e mentre prendeva forma dalle mani di Gianluca.

strillo

mercoledì 28 aprile 2010

PROMETHEA - primo volume.



Sono riuscito a recuperare i 5 volumi della saga di Alan Moore dal titolo Promethea.

Ricordo con piacere un sacco di proverbi, ma questo calza a pennello per la situazione che sto per descrivere



il buon giorno si vede dal mattino


Il buon giorno, naturalmente, è rappresentato dal primo volume il cui recupero non è stato semplice in quanto attualmente in fase di ristampa da parte dell’editore (Magic Press); posso anche citare il fatidico “ne è valsa la pena!”.
Però non è l’intero volume a predisporre alla lettura; in realtà al sottoscritto è bastata la lettura della prefazione dell’autore.

Non pretendo di essere un critico o un giornalista “del settore” o altro, semplicemente posso affermare di essere un lettore e come tale descrivo – beh, ci provo – le sensazioni che provo mentre svolgo questa funzione apparentemente banale.

La prima cosa che mi è venuta in mente è: “Se mai un giorno avrò la fortuna di incontrare Alan lo abbraccerò e gli dirò: ti adoro!”. Ehm, non fraintendetemi: preferirei farlo con Kim Basinger o Angelina Jolie!
Il fatto è che Moore dimostra ancora una volta cosa si dovrebbe fare prima di mettersi all’opera, ovvero scrivere: documentarsi.
Nella sua introduzione all’opera, infatti, scrive a tutti i suoi lettori gli studi fatti sul personaggio, citando il poema epico Un amore di fata del poeta Charlton Sennet (seconda metà del ‘700) per poi passare alla fumettista dei primi anni del ‘900 Margaret Taylor Case e alla sua storia a strisce, apparsa sul New York Clarion, dal titolo Little Margie in Misty Magic Land e approdare alla collana pulp Astonishing Stories; infine, tanto per citare anche la seconda metà del secolo scorso, una storia principale di Smashing Comics della Apex, che in seguito diede il via a un albo col titolo, guarda caso, Promethea il cui autore, come ricorda il nostro Moore, era William Woolcott; il personaggio passò poi a Steven Shelley.

Insomma, una gran bella introduzione con tanto di analisi dell’evoluzione del personaggio (Promethea) attraverso i secoli e i probabili punti di contatto con ogni singolo autore.

Per me una lezione, per tanti – forse – una perdita di tempo; infatti, in rete si trovano tante dissertazioni sulla storia (dalla sceneggiatura ai disegni), ma pochissime – praticamente inesistenti – sono quelle in merito alle ricerche effettuate sul personaggio protagonista della storia stessa... peccato, perché l’autore le ha comunicate scrivendo ben due pagine, ciascuna di tre colonne.

Forse il carattere color bianco su sfondo verde – e anche un pochino piccolo di corpo, dobbiamo ammetterlo – non hanno invogliato alla lettura...

strillo

martedì 27 aprile 2010

... e tre! Posso aggiornare il curriculum.

Uuuhhh!!!
Ero così preso dall'uscita del numero di aprile di Zeto che mi sono dimenticato di aggiornare il curriculum!!!

Ricapitoliamo un attimino.
Zeto ha preso il via nel giugno dello scorso anno; attualmente è al numero 9 (una pausa estiva e una natalizia); ogni numero contiene 2 graphic novel, la prima con protagonista Zeto, la seconda non necessariamente.
Fino a oggi mi sono occupato di scrivere storie per il protagonista che dà anche il nome alla testata; fino a oggi ho pubblicato 3 delle 9 storie che lo riguardano.
Fiuù! Niente male veramente!

Questo numero magico, il TRE, rappresenta per me una soglia psicologica e allo stesso tempo importante; un po' come per i giornalisti che, per mantenere in vita il proprio tesserino, sono tenuti alla continuità delle pubblicazioni.
Ebbene sì, mi sento di potere affermare di aver mantenuto una continuità nelle pubblicazioni, anche se per il futuro cercherò di fare meglio e non solo dal punto di vista quantitativo!

Qualità… ecco un bel concetto su cui mi piacerebbe soffermarmi (tranquilli, non vi scriverò 500 pagine di filosofia intitolandole Lo zen e l'arte della manutenzione della motocicletta - a proposito, se vi capita leggetelo perché merita).
Le storie apparse sulla rivista prendono spunto dalla quotidianità, da quelle cose sentite o lette tra le notizie che per abitudine tendiamo a dimenticare non per cattiveria, ma semplicemente perché subito ce ne raccontano altre, magari peggiori.
Credo di poter affermare che le storie di Zeto soddisfano il bisogno del ricordo, perché di un bisogno si tratta, a tutti gli effetti.
I contenuti sono trattati con poesia, da chi scrive così come da chi disegna; ed è proprio questa poesia a tenere compagnia al lettore, dal momento in cui prende in mano la rivista fino a che decide di posizionarla nella libreria di casa, con il desiderio di riprenderla per fare una lettura approfondita, per ricordarsi del contenuto… e in questo modo ricordarsi, anche, di chi l'ha scritta e disegnata.

Se siamo riusciti, anche una volta soltanto, a fare questo, beh… allora vuol dire che siamo sulla buona strada.

strillo

Fabio Bogliotti, al secolo strillo.
Anni 48 ('mmazza!).
Nato e residente a Torino.
Professione - sceneggiatore di fumetti… a tempo perso impiegato.
Numero pubblicazioni - TRE.
Titoli delle storie pubblicate
Ma il cielo…
Su una panchina in riva al Po
Nello specchio
Hobby preferito - leggere di tutto.
Studi - ricercatore autonomo, perso tra internet e i tanti libri di casa (soprattutto storia medievale).
Musica - la ascolto tutta, ma prediligo il jazz; immancabili Genesis, Pink Floyd, Beatles, Nomadi e Lucio Battisti (meglio specificare il nome di battesimo; pare ci sia un omonimo in Brasile).
Libri preferiti - pessima domanda da fare a un ricercatore!
Autori preferiti - idem; però, visto che era scontata come risposta, cito la triade di sceneggiatori del Regno Unito: Alan Moore, Grant Morrison e Neil Gaiman; un tale di nome Tolkien mi affascina da quando ero ragazzo; finisco con Michael Moorcock (Elric di Melnibonè) e il mitico Sclavi (Dylan Dog), ma tanti sono i nomi che possono essere inseriti in questa "bignamica" lista, soprattutto del mondo delle nuvole parlanti!

lunedì 26 aprile 2010

Tadààààà: l'ultimo numero di Zeto è on-line!

Quindi, cari amici, anche la mia terza storia può essere letta!

Ora preparatevi a una sequenza di post promessi e inerenti la storia della mia storia… nel senso che vi spiego cosa c'è dietro a NELLO SPECCHIO, sceneggiato da Fabio Bogliotti (il sottoscritto) e disegnato da Gianluca Serratore.

Comincerei dall'incipit, anzi dal caso che ha maturato la stesura di questo racconto.

Un giorno, terminata una commissione, mi reco in un bar di cui avevo un resto (nel senso che consumando il ticket restaurant avanzavo ancora qualche euro - è una consuetudine di ogni ristoratore che accetta i buoni pasto); avendo fatto colazione a casa, non avevo alcun tipo di necessità, per cui consumo il resto acquistando tre brioches per poi mangiarle la mattina dopo a colazione.

Uscito, giro l'angolo e mi trovo davanti un ragazzo che suona la fisarmonica (e molto bene!) seduto a terra; metto un euro nel suo cappello e gli lascio una brioches.
Fatti altri 50 metri, non di più, incontro un secondo suonatore di fisarmonica; non ho più monete e decido di lasciargli le altre due brioches.

La persona al mio fianco - dato che ricorrerà sovente ho deciso di chiamarla Mrs H. prendendo spunto dal mio amico Guglielmo Maria - mi insinua il tarlo di una storia da scrivere in merito a questi incontri casuali.
Annuisco e continuo la giornata.

Approdato in ufficio un'ora dopo, mi sfugge la presenza, tra i giornali in nostra dotazione, dell'inserto VENTIQUATTRO, de Il Sole 24 Ore.
Prima di uscire leggo, come sempre, il sommario e mi lascio attirare da RACCONTI - Dentro o fuori, di Raul Montanari; prendo l'inserto per leggerlo con più calma a casa.
I racconti sono uno spaccato di vita di due ragazzi della stessa età: il primo è un ragazzo di colore, padre laureato e trasferito in Italia per motivi di lavoro; il secondo un lavavetri di origini slave che la mamma ha deciso di chiamare Silvio nella convinzione che sia un nome portafortuna in Italia (ogni riferimento a persone è puramente VOLUTO).
[se vi interessa recuperare i racconti, si tratta dell'inserto n° 11 del 30 ottobre 2009]

Bene, a questo punto sono pronto - e carico - per scrivere la mia storia: la vita di due ragazzi tra i 18 e i 20 anni con risvolti decisamente diversi, ma che in qualche modo sono speculari.
Speculari, specchio… ecco il titolo: SPECCHIO!

E proprio come uno specchio mi appresto a buttar già la sceneggiatura, procedendo - come di consueto, grazie all'ausilio di power point - nella distribuzione delle vignette in modo che sembrino, le pagine pari con quelle dispari, messe allo specchio, e in un'occasione anche ruotate di 180°, come stessimo inquadrando con una macchina fotografica.

Ho brevemente spiegato quali passi ho fatto - anche casuali - prima di arrivare alla nascita di questa storia; ma il percorso, purtroppo per voi, è stato ben più lungo.
La suddivisione delle vignette nelle singole tavole mi è venuta di getto, quasi ci fosse la mano di qualcuno a guidarmi; i dialoghi sono stati un pochino più difficili e l'amico Gianluca Serratore - nonché autore dei fantastici disegni - è stato il valido aiuto che tutti desiderano in queste occasioni; voglio aggiungere che è al momento la storia più riuscita di quelle da me scritte perché frutto del caso (come si addice alle cose belle) e di una sana collaborazione tra sceneggiatore e disegnatore, auspicabile in ogni storia che si desidera plasmare.

Bene, ritengo di dover chiudere questo primo intervento inerente la storia NELLO SPECCHIO presente nel numero 9 di Zeto; a voi tutti una buona lettura e fatemi sapere cosa ne pensate.

Ops... il link!

strillo

domenica 25 aprile 2010

Giocando a Patrician…

Ecco, lo sapevo!
Inserire post sugli studi fatti per scrivere un romanzo ambientato nel '300 e che prendeva spunto da due mie partite giocate a Patrician III mi ha riportato sulla cattiva strada: ho ricominciato, infatti, a giocare, ad assumere quelle piccole dosi di droga quotidiana tuffandomi nell'ennesima partita libera a questo meraviglioso gioco di strategia.
Lo so che non ve ne frega niente, ma ogni tanto avrò il diritto di scrivere qualcosa di squisitamente insignificante su questo mio blog!
Ehm… non me ne vogliano i Patrizi (chi ci gioca sa di cosa parlo).
La partita procede lentamente sui binari che già ben conosco, ma state tranquilli: non ho alcuna intenzione di scrivere un AAR, un After Action Report; ho semplicemente il desiderio di lasciarmi andare proprio come nei momenti in cui gioco; mi sciolgo e comincio a vagare, nello spazio e con la mente.

Vedo gente che cammina lentamente sul marciapiede con l'intento di catalizzare i raggi del sole per scaldare le membra ancora intorpidite dal lungo inverno e da una primavera ancora indecisa sul da farsi.
Ascolto il canto dei merli che gioiosi si apprestano a tornare al nido, dopo una splendida giornata passata a catturare prede, per passare la notte.
Sento, col tatto, i tasti della tastiera del computer che dolcemente e - spero - intelligentemente vengono guidati nella scrittura di questo post.
Parlo, al contempo, con te che leggi, nella speranza - vana? - di condividere la giornata appena trascorsa, scambiandoci le rispettive sensazioni.
A proposito di sensazioni, il tutto è ben amalgamato dalla degustazione di una sensazionale birra belga (il gioco di parole era d'obbligo).

I 5 sensi… da quanto tempo non mi soffermavo a pensare alla fortuna che abbiamo ad averli!
E soprattutto da quanto tempo non mi concentravo nel percepirli, nel viverli!

Quante sono le cose che ci siamo dimenticati?
A volte mi sorprendo mentre penso - anche seriamente - che anticamente l'essere umano aveva i sensi molto più sviluppati e in grado di percepire cose - o persone - impensabili; anticamente l'uomo era in grado di entrare in contatto con tutte le specie viventi di questo pianeta.
Oggi, tutte le cose per noi oramai intangibili, sono entrate a far parte di una enciclopedia; per non dimenticare, sicuramente, ma - chissà - per poterle ricontattare un domani, quel domani in cui saremo di nuovo noi stessi e ci toglieremo questa maschera fatta di tanti materiali, ma soprattutto costruita sulle debolezze… che poi sono diventate la nostra forza per dominare su questo pianeta.

Caspita, e questo bum-bum che sarà mai? Ah, sì: è il cuore!
In questa serata tranquilla sento il battito del muscolo vitale, il mio e quello del vicino, e quello del piano di sotto con quello di alcuni passanti.

abbiamo un battito
che batte come
un martello pneumatico in noi


Immagino una caverna dove i nostri antenati si rifugiavano per passare la notte; in un antro, il battito dei vicini doveva sentirsi molto bene, anzi rimbombare creando - almeno le prime volte - apprensione in tutti i presenti.

batte e ribatte
che sa di tribale
è il nostro essere naturale


Sapere che quel bum-bum altro non era che il ritmo della vita ha sicuramente rincuorato tutti, allora come oggi; ma oggi lo sentiamo flebile, solo quando andiamo a farci visitare dal medico.
Non dimentichiamoci, però che

è un battito animale
batte come non ce n'è


il battito del vicino possiamo ancora sentirlo; il vicino può essere quello di casa, di viaggio sul treno o altro mezzo pubblico, la persona amata… no, di quella diciamo già di sentirlo, ma cerchiamo di percepirlo con tutti i sensi: e allora sarà amore, quello vero!

strillo

Un grazie a Raf per le parole.

venerdì 23 aprile 2010

Gli indiani d’America...

inorridiscono di fronte alla giornata di ieri e io con loro!

Vediamo comunque di capirci fin da subito: sono felice che l’umanità abbia istituito una giornata mondiale della Terra, ci voleva proprio!
Quello che non mi fa contento, anzi mi getta nella disperazione, è la trasformazione di questa giornata nell’ennesimo business, alla stregua della festa della mamma o del papà.

Ecco, partiamo da queste ultime; veramente abbiamo bisogno di una festa istituzionalizzata per festeggiare i nostri genitori? (oltretutto in giorni separati, come si conviene al giorno d’oggi per fare di tutto un business).
Ammetto di aver festeggiato pochissime volte i due giorni appena citati; ma ammetto anche di aver festeggiato a dovere i miei genitori capaci, col loro amore, di aver dato vita a mio fratello prima, e al sottoscritto dopo.
Questa è la vera festa della mamma, questa è la vera festa del papà.

Torniamo agli indiani e alla giornata di ieri.
Mi ripeto: veramente abbiamo bisogno di una festa istituzionalizzata per festeggiare la madre terra?
Abbiamo bisogno di un giorno in particolare per ringraziare il pianeta che ci ospita e che amorevolmente accetta ogni sopruso del genere umano?
Volutamente cito la parola soprusi.
Ieri, probabilmente, qualcuno avrà usato i mezzi pubblici anziché l’auto, pulito il giardino dalle cartacce, usato un prodotto biologico (ahi, il business!), fatto una gita fuori città per assaporare un po’ di aria pulita... e oggi? e domani?
Torneremo ad abusare di madre terra; e lei, per contro, si lascia ferire salvo poi presentarci il conto – come un cameriere che ha semplicemente preso nota della nostra comanda – con temperature che si elevano per via dell’effetto serra, ghiacciai (la nostra riserva d’acqua dolce che dobbiamo salvaguardare!) che si sciolgono, effetti atmosferici che aumentano di intensità provocando danni che si aggiungono a quelli della deforestazione o dell’edilizia incontrollata, e poi... e poi cos’altro? Ancora non ci basta?

Ieri, trattandosi di un giorno, è durato 24 ore, ma facciamo un po’ mente locale ai nostri gesti quotidiani e cerchiamo di adeguarli a ciò che Madre Terra, Madre Natura chiede; cerchiamo di aiutarla a vivere a lungo affinché possa serenamente continuare a ospitarci.
Il bianco balla coi lupi l’ha imparato, e l’ha imparato – come ci dice il film – in un’epoca in cui tutto era possibile perché ogni frontiera doveva essere ancora scoperta, compresa quella di un Popolo che quotidianamente ringraziava Madre Terra per tutti i frutti che generosamente donava... e pensare che quella frontiera già esisteva ed è stata abbattuta, non scoperta!

Prometto che vi urlerò, alla vostra partenza e alla popolazione intera, la mia amicizia cavalcando in cima al dirupo che protegge l'accampamento... come vento nei capelli (anche se di capelli ne ho un po' meno).

strillo

martedì 20 aprile 2010

Generazioni.

Mi ritengo una persona molto fortunata. Non perché faccio un lavoro che mi piace o perché ogni giorno inciampo in un bel bigliettone da 100 euro.
Sono fortunato perché posso affermare con certezza di conoscere persone intelligenti.

Cosa intendo per intelligenza?

Beh, non si può definire con parole, ma solo pensando a un insieme di cose: il modo di parlare, di porsi, di stare - anzi saper stare - tra la gente, essere in qualche modo fuori dal coro, non conoscere il vocabolo ipocrisia; oppure, molto più semplicemente, una persona con cui ti piace dialogare.
Lo so, è poca cosa rispetto alla grandiosità dell'intelligenza; ma credo possa essere un buon inizio.

Provo stupore - e alla mia età comincia a essere difficile provare stupore! - di fronte a una persona di 30 anni che dimostra di avere tutte le cose sopra citate; lo stupore aumenta se con quella persona si instaura un dialogo serio su qualsivoglia argomento.
Non vorrei essere frainteso: tutte le persone di quell'età hanno almeno una - sottolineo almeno, che in lingua italiana vuol dire che possono averne più d'una - peculiarità che identifica l'intelligenza in una persona; il fatto è che sono veramente poche quelle che dimostrano di averle tutte.

Un trentenne rappresenta quella mezza generazione che sta tra i miei coetanei - i cinquantenni - e i loro figli - ovvero i quindicenni/ventenni.
Sul lavoro sono tanti i colleghi di quest'età - beati loro! - e sono tanti quelli con cui condivido la pausa pranzo cercando di ristorare non solo lo stomaco, ma anche e soprattutto la mente e lo spirito.

Quindi, senza altri tentennamenti, passo all'elogio del trentenne per eccellenza, che diventa l'amico che tutti vorrebbero al proprio fianco perché dimostra di saper instaurare e mantenere un qualsiasi dialogo con un attempato come il sottoscritto; ma non dandogli semplicemente - e facilmente, per sbrigare la pratica - ragione, bensì apportando risorse fresche in grado di alimentare il dialogo stesso.

Un sincero grazie, di quelli che vengono dritti dal cuore, a Fabio (ebbene sì, un omonimo), Enrico e Maya… e non me ne vogliano se per eccesso di zelo gli ho affibbiato qualche mese… ehm... anno in più.

strillo

eccezionalmente, per l'occasione, mi firmo anche
fabio

lunedì 19 aprile 2010

La nube dell'euro zona.

Niente da fare, è più forte di me: devo scrivere qualcosa a tutti i costi!
No, non per seguire il consiglio che ho letto - e già citato in un altro post - che un primo passo per il successo di un blog è l'aggiornamento assiduo, no!
Sono costretto a scrivere perché è terapeutico... balla, vero?
Forse sono post-dipendente?
O mio Dio... datemi una dose, anche piccola, di post... vi prego, vi scongiuro!!!

Prima del '900 la popolazione mondiale era a digiuno di tante cose: alfabetizzazione, radio, televisione, mezzi di locomozione (nel senso che non avevano ancora visto moto e auto e aerei e treni ad alta velocità).
Prima del '900 le notizie viaggiavano lente e parevano lontane anni luce dal luogo in cui il singolo abitava.

Pensare che hanno avuto una (in realtà ben più d'una!) eruzione vulcanica senza gettarsi nella disperazione di quanto può venire a costare, per esempio, la sospensione dei voli aerei per un tot di giorni!

Stiamo uscendo dalla crisi (almeno così ci dicono) e cominciamo a vedere un piccolo spiraglio di ripresa e cosa leggo oggi sui giornali di oggi?
Che con il blocco dei voli la ripresa sarà nuovamente frenata.
Leggo che c'è una corsa contro il tempo per consegnare quintali, anzi tonnellate di merci deperibili che altrimenti verranno gettate nei rifiuti - che l'Africa e il Sud del Mondo intero ci perdoni!

Ora sapremo affrontare anche questa seconda caduta polverosa

due volte nella polvere
due volte sull'altare!
(qui chiedo il perdono del Manzoni)


che è tutta nostra, tutta bella concentrata sull'euro zona, 500 milioni di persone sotto un'unica enorme nube di materiale vulcanico... e io che credevo fossimo tutti sotto un'unica grande bandiera.

Mi stupisco, anche, di leggere - e vedere le interviste alla televisione - di persone che, nonostante i media, i MASS-MEDIA che ci informano di tutto e subito, abbiano abbondantemente riportato la notizia del blocco del traffico aereo per il fine settimana scorso, si sono innocentemente recate in aeroporto per chiedere se il proprio volo partiva regolarmente.

Ora, dico io, ma tutta questa gente - bada bene: non mi riferisco alle persone che sono rimaste bloccate per studio, lavoro o quant'altro - credeva di veder volare il proprio aereo perché scortato da Superman?
Più volte in questi giorni ho alzato lo sguardo al cielo, ma ho visto solo il grigio delle nubi primaverili, altro che sagoma in tuta blu avvolta da un mantello rosso... e se il nostro supereroe avesse usato il suo sguardo penetrante, avrebbe confermato l'estensione della nube vulcanica su tutta l'Europa!

Vabbè, tutto questo mi fa pensare a una cosa: forse siamo ancora salvi dalla dannazione del rincoglionimento dei mass-media, televisione in particolare.
La massa non ha dato retta ai telegiornali e si è mossa lo stesso: tiè!

... o forse, anzi meglio - anzi sicuro! - quello stato di rincoglionimento lo abbiamo superato e siamo giunti al "punto di non ritorno".
Poveri noi!

Cala un velo di tristezza...

strillo

domenica 18 aprile 2010

A proposito di polvere da sparo, mortai e cannoni.

Torniamo a parlare del mio progetto Cronache Anseatiche.

Lo so, rischio di perdere molto tempo scrivendo tutti questi messaggi sulla preparazione del mio romanzo piuttosto che scriverlo direttamente.
Il fatto è che desidero condividere per rendere partecipe il pubblico - cioè voi tre meschini che ancora state ad ascoltarmi - del lavoro che sta dietro la costruzione di una trama; in più, come in questo caso, cercare che della trama entrino a far parte alcune cose in modo forzato.

Passo alla spiegazione.

In Patrician 3 il giocatore, passato un certo tempo, riuscirà ad armare le proprie navi; in un primo momento con catapulte e balestre, presenti in abbondanza in quel periodo anche se non siamo certi del loro impiego su imbarcazioni; in un secondo momento con mortai e cannoni.
Ora, parliamoci chiaro: vada per i mortai, ma i cannoni proprio non c'erano ancora a inizio 1300!

Cominciava, però, a fare la comparsa una polvere "magica" proveniente dalla Cina: la polvere pirica, ovvero la polvere da sparo.
Bene, con quale astuzia si poteva inserire nelle vicende di Fabius?
Non una, ma due ideazioni narrative (che paroloni!): la conoscenza di un valido mastro armaiolo - tale Herbert Baljsctrj, nome di invenzione - e la casuale conoscenza, nella taverna di Stoccolma, di un fabbro proveniente dal lontano oriente - Tsiao Chen, altro nome inventato, anche se meno ragionato lo ammetto.
L'arte febbrile di quest'ultimo, inoltre, l'ho voluta legare alle prime conoscenze della lavorazione della ghisa presso la popolazione mongola; pare, infatti, siano stati i primi al mondo a introdurre il concetto di altoforno e, di conseguenza, la possibilità di lavorare i metalli a temperature che raggiungevano i 750°: una vera diavoleria per l'epoca!
Con questi due espedienti ecco spiegata la possibilità di costruire mortai e cannoni, ed ecco anche spiegata, con una stretta collaborazione tra i due personaggi, la presenza a bordo delle navi di tali armi; credetemi, le prime navi armate hanno fatto la loro comparsa ben al di là dell'inizio del '300!

Questo altro piccolo capolavoro di ricerca (quasi sempre wiki, un mito nel suo genere!), mi ha permesso di introdurre un elemento altrimenti poco credibile: la presenza, sulle navi, di armi da fuoco.

In verità c'è ancora un particolare - e non da poco! - che non posso fare a meno di tralasciare, ricorrendo alla tanto amata sospensione dell'incredulità (altro concetto che col tempo avrò modo di sviscerare continuando i miei post sul saggio di Umberto Eco).
Il periodo del '300 è considerato l'inizio del commercio via mare, proprio grazie ai mercanti della Lega Anseatica; ciò che in realtà non è condivisibile, rispetto alle possibilità offerte dal gioco, è la proprietà di intere navi, che poi diventano vere e proprie flotte!
I commercianti affittavano - e assicuravano, altra invenzione dell'epoca! - spazi di stiva per poter spedire le proprie mercanzie in altri porti aderenti l'Hansa; a destinazione raggiunta, le merci erano vendute da rappresentanti locali su piazza (insomma, amministratori per conto di uno o più mercanti).

Questa, in altre poche righe, è la spiegazione di ulteriori ricerche che mi hanno portato ad analizzare e conoscere a fondo il periodo; perché non dimentichiamoci che il primo passo per il successo di un romanzo è la conoscenza (almeno buona) del periodo in cui le vicende narrate si svolgono.

Tempo scaduto :-)
Chiudo qui il post rimandandovi al prossimo relativo alle Cronache Anseatiche: si parlerà di taverne e farmacie!

strillo

sabato 17 aprile 2010

Torino Comics 2010 - approfondimento.

Il post sulla manifestazione torinese mi ha portato molta fortuna - ovvero un sacco di visite - per cui provo a fare un riassunto di ciò che effettivamente sono riuscito a seguire il giorno della mia presenza: sabato 10 aprile 2010.

Trafelato e accaldato, sono riuscito a precipitarmi nella sala rossa in tempo per seguire l'intervista a Scott Mc Cloud.

Al tavolo, oltre a Scott - mi perdonerà se gli do del tu? - erano presenti Gianfranco Goria (nella veste dell'intervistatore), Vittorio Pavesio (nella veste di editore dei libri di Mc Cloud in Italia, nonché patron della manifestazione) e l'interprete.

L'interesse è rimasto alto durante i 30 minuti dedicati alla tavola rotonda (che poi erano tavoli rettangolari) e sono stati ripercorsi i momenti topici della vita di Scott, dal concepimento dei saggi sul fumetto ai giorni nostri; interessante sapere da lui direttamente che pensava, da ragazzino, esattamente come un qualsiasi altro ragazzino del resto del Mondo: i fumetti sono cose da bambini!

Oltre al più volte citato Umberto Eco, mi ha fatto piacere sentir dire che la realtà è ben diversa - a tratti molto lontana - da questa credenza popolare!

Sicuramente hanno dato un sostanzioso contributo le nuove leve di sceneggiatori, in prima linea i magnifici inglesi: Neil Gaiman, Alan Moore, Grant Morrison.

Bellissimo il momento in cui ha raccontato l'incontro con Will Eisner!

[conserverò come una reliquia la registrazione di tutto l'incontro]


Terminato l'appuntamento clou della giornata, una lunga pausa con gli amici già citati nel post precedente.


Al rientro ho seguito la presentazione della nuova serie di casa Bonelli: Cassidy.
Mi limito a un paio di considerazioni venute a freddo.

Pasquale Ruju - autore della serie - ha dimostrato ancora una volta di preparare a fondo le sue storie; il protagonista scopre, dopo uno strano incontro (onirico? angelico?) di avere solamente 18 mesi di vita e in questi 18 mesi - in un'ambientazione anni '70 - dovrà portare a termine determinate cose; bene, nessuna novità.

Infatti non si tratta di novità, bensì di tutto ciò che accompagnerà il protagonista.
Ruju si è studiato le auto dell'epoca, i costumi, gli avvenimenti - primo fra tutti la morte di Elvis, data in cui ha inizio la storia.

Non ha tralasciato le musiche, che faranno da colonna sonora alle vicende di Cassidy; ogni numero, che scandirà il tempo proprio come fosse passato un mese dal precedente, accompagnerà il lettore alla scoperta, tra tante altre cose, del testo di una canzone che segnò proprio il medesimo mese di quegli anni: questa è pignoleria, d'accordo, ma anche una grande professionalità il felicissimo - perché riuscito - intento di non lasciare nulla al caso!

Non so se seguirò le vicende di questo nuovo eroe bonelliano, ma non posso che fare i complimenti per lo studio che c'è dietro: un bravo a Pasquale Ruju!


A questo punto come chiudere?
Semplicemente dichiarando di tornare a studiare sui miei progetti, nella speranza di portarne uno - almeno uno! - a termine.

strillo

giovedì 15 aprile 2010

Questa mattina il cuore è triste perché, purtroppo, ho un'altra dedica da fare...

Mentre mi facevo la barba, ho avuto - come sempre in quei 5/10 minuti - modo di pensare a molte cose per concentrarmi, come solito, su una in particolare.

Ci prendiamo troppo sul serio!

Tutti, ognuno nel proprio campo (lavorativo e no), abbiamo la tendenza a dimenticare che siamo esseri umani innanzitutto e come tali abbiamo bisogno dei nostri spazi, che non sono solamente il metro quadro in cui ci muoviamo e dentro il quale nessuno può e deve entrare!
Mi riferisco ai momenti di vita, quelli citati anche nella Bibbia:

Per ogni cosa c'è il suo momento, il suo tempo per ogni faccenda sotto il cielo.
C'è un tempo per nascere e un tempo per morire,
un tempo per piantare e un tempo per sradicare le piante.
...
Un tempo per piangere e un tempo per ridere,
un tempo per gemere e un tempo per ballare
...
Ecclesiaste 3


Ecco, lavoriamo pure, incazziamoci quando facciamo le code in auto per tornare a casa o quando sentiamo le notizie dei telegiornali, ma non dimentichiamoci il contrapposto alla situazione precedente, quella in cui torniamo esseri umani e riscopriamo noi stessi, a volte scoprendoci giocatori incalliti di un gioco per pc e altre scoprendoci scrittori... ecco, proprio quello è il momento che dovremmo tenerci più nel cuore, perché è l'unico in cui non ci prendiamo troppo sul serio!

Nella nostra vita ogni cosa ha il suo peso, ma ha il peso giusto?

C'è una persona che, in cinquant'anni di onorata carriera, mi ha fatto ridere a crepapelle, soprattutto nelle famose scenette con un suo collega; in particolare, mi ha insegnato proprio il concetto del messaggio di questo post: non si è mai preso sul serio, anzi ha sempre giocato molto sull'autoironia, nello stesso modo in cui lo ha fatto la sua compagna di vita.

Un grazie particolare, per questa lezione di vita, a Raimondo Vianello, ovunque sia in questo momento.

... e un abbraccio a Sandra Mondaini.

strillo

[il collega di cui ho parlato è un altro indimenticabile: Ugo Tognazzi]

mercoledì 14 aprile 2010

Oggi mi informo, ma prima giudico.

Ho pensato molto se inserire o no questo post, che è pronto da lunedì; questa sera mi sono convinto per la sua pubblicazione, se non altro per i ragionamenti in esso contenuto: mi sarei sentito additare da tutti con il sottofondo della classica frase “da che pulpito”.
Così, ho preso il coraggio ed eccomi in pasto a tutti voi (già, perché negli ultimi giorni ho visto che siete passati in tanti da queste parti: grazie!).

Con tutto quel che è accaduto in questi ultimi giorni, ho avuto l’imbarazzo per la scelta di un argomento di... spessore, ma la mia preferenza va all’intervento di Saviano nella trasmissione televisiva Che tempo che fa di domenica sera (condotta da Fabio Fazio).

Tranquilli, non farò il resoconto di quanto ha detto, ma semplicemente mi limiterò a citare due sue frasi, quelle che più mi hanno colpito.

oggi, in Italia, si lascia perdere chi dà fuoco per contestare chi ha dato l’allarme per l’incendio

l’omertà di ieri era quella di dire non vedo, non sento, non parlo; quella di oggi è di rifiutare di informarsi.

Ecco, non saprei esattamente come commentare queste frasi; siamo nell’apocalittica ipotesi (o realtà?) di essere totalmente ingabbiati, dalle membra al pensiero!
La dimostrazione di coraggio, di dire NO non è così, sempre secondo l’intervento di Saviano, potrebbe – e io sottolineo DOVREBBE – arrivare da chi insegna, non perché può far valere la sua posizione dietro la cattedra, ma perché ha in mano il potere di condividere il sapere e aprire la mente di chi gli sta di fronte, fargli capire che è un essere pensante e ha l’opportunità di rimanere tale!
Questo potrebbe essere il mandato della scuola, ma i primi passi di questo mandato, l’individuo li deve percorrere in seno alla famiglia, il luogo dove vengono - in primis - trasferiti i valori della vita.
Scuola e famiglia, quindi... ma non basta!

Dietro a queste due grandi strutture c’è - e deve farsi sentire - lo Stato, con i suoi organismi e i suoi personaggi, non fatti di grandi parole e trucchi (nel senso di cerone, fondotinta e rossetto), ma di sostanza, quella che permette all’individuo di sentirsi partecipe e protetto allo stesso tempo.

E intanto, in Afghanistan assistiamo all’arresto di tre medici italiani con l’accusa di essere legati a un famigerato gruppo terroristico; alcuni nostri esponenti politici si affrettano a dire il loro pensiero in merito: ne hanno il diritto, sia chiaro, ma non avevano diritto di sentenziare prima di informarsi (o per lo meno attendere maggiori informazioni).
Senza attendere le medesime informazioni, per contro, un personaggio di spicco dell’Italia all’estero – e che rappresenta l’Ong per cui i medici lavorano – si precipita a dire la propria opinione in una trasmissione televisiva (la stessa dove poi ha parlato Saviano), garantendo per i tre malcapitati e invocando la prova della mano sul fuoco!
[per la cronaca: la mano sul fuoco ce la metto anch’io!]

Anche in questo caso sono interdetto sull’accaduto, anzi sulle parole; ancor di più lo sono di fronte alle dichiarazioni degli esponenti politici: ma davvero rappresentate l’Italia?
E soprattutto, avete confrontato tutte le notizie?
VI SIETE INFORMATI?

Un giro di parole per tornare all’inizio del post: viva l’omertà, ma quella di oggi che, a esser sinceri – e un pochino cattivi! – è ben peggiore come presa di posizione rispetto a quella del secolo scorso.
Dall’ignoranza involontaria a quella volontaria.

Qualcuno dovrà come minimo chiedere scusa; qualcuno, come minimo, dovrà vergognarsi e avere il coraggio – senza pretendere, però, l’intervento della scuola, della famiglia o dello Stato – di mostrarsi in pubblico solo ed esclusivamente dopo l’Apocalisse!
... sicuramente crede nel calendario Maya, per cui avrà pochi mesi da aspettare...

strillo

SENECA... ciò che prima si è taciuto è possibile dirlo; mentre è impossibile tacere ciò che si è già detto...