mercoledì 31 marzo 2010

Anteprima Zeto n° 9

La data si avvicina e non resisto alla tentazione di cominciare a postare qualcosa in merito al prossimo numero 9 di Zeto… esatto, avete proprio indovinato: c'è una mia storia!

È una storia cui tengo molto perché è ragionata in ogni sua tavola, in ogni sua trama e nella conclusione; commovente, toccante e anche - in minima parte - sorprendente.

Mi sono mosso seguendo minuziosamente ogni consiglio di MANf (al secolo Manfredi Toraldo, mio professore di sceneggiatura) e credo di esserci riuscito visto che mi ha fatto i complimenti quando - circa tre settimane fa - gli ho portato una prova di stampa (per la precisione su foglio A4 di carta riciclata - stampa fatta in ufficio).

"… per nulla banale" è il complimento che più mi è piaciuto; come a dire - e lo ha fatto spiegandomi ulteriori sue sensazioni - che la storia è semplice e l'ho gestita bene, senza inciampare nella mediocrità: scusate, ma non è poco e mi sono sentito al settimo cielo!

Se queste sensazioni saranno anche quelle dei lettori allora vuol dire che tutto il lavoro fatto fino a oggi ha un senso, vuol dire che ho intrapreso la strada giusta.

I disegni sono di Gianluca Serratore che, come già ho avuto modo di dire, è il papà di Zeto, colui che ha inviato a tutti gli altri artisti del gruppo AlfaBetaZeto gli schizzi del protagonista, del suo alloggio, degli amici, oltre a fornire alcune indicazioni per tracciarne la personalità.

Gianluca è anche l'autore della copertina, come di tutte le altre, fatta eccezione per quella del numero 3, la mia prima uscita - ringrazio ancora Carita per quella splendida realizzazione: ne ho stampata una copia su A3, l'ho fatta incorniciare e l'ho appesa in camera!

Non è un problema inserire in questo post la copertina, visto che è già presente sul sito.

Come promesso, appena il numero verrà pubblicato on-line inserirò altri post inerenti questo numero per rendervi partecipi della realizzazione del lavoro passo dopo passo.
Non sarà palloso ed estenuante, ve lo garantisco; anzi, sono sicuro che tanti rimarranno stupiti perché vedranno quanto lavoro c'è dietro e quanta dedizione c'è... anche per i dettagli.

strillo


martedì 30 marzo 2010

Fabius de Gonz

... un altro Carneade!

A proposito del mio progetto Cronache anseatiche... da dove cominciare?
Dal nome del protagonista, naturalmente.

Il mio nome di battesimo volevo comparisse a tutti i costi per cui, data l’ambientazione nord europea - per la maggior parte sull’attuale costa tedesca - ho pensato che FABIUS potesse andare bene.

Il cognome, invece, mi ha dato problemi.
Sono tornato indietro nel tempo pensando alla mia simpatia per i mitici pupazzi creati da Jim Henson: i Muppets.
Uno dei tanti è GONZO, che mi ha sempre fatto tenerezza in quanto, a differenza di tutti gli altri protagonisti che sono animali ben identificati, lui è un animale “ufo” e passa la sua vita a cercare le risposte alle classiche domande che si pone l’uomo: chi sono, da dove vengo, dove vado.

Mi sono così inventato che potesse esistere, nella seconda metà del 1200, un paesino di nome GONZA e che il protagonista Fabius da lì provenisse... un paesino nei pressi di Venezia.

L’idioma (perché di lingua vera e propria non possiamo ancora parlare in quel periodo) germanico, poi, compie il resto storpiando il nome fino a diventare il definitivo Fabius de Gonz.

Col senno di poi, un paio di definizioni del termine gonzo le ho anche trovate sulla mitica enciclopedia wiki, ma nessuna mi piace abbastanza da poter soppiantare quella molto più romanzata che ho trovato a suo tempo.

Se siete abbastanza curiosi da voler cercare...
La definizione che trovo un pochino calzante con quello che ho cercato di fare durante tutto il racconto è sicuramente quella relativa allo stile di ripresa.

strillo

domenica 28 marzo 2010

Cena con delitto: perché no?

Dopo un lungo digiuno, ieri sera sono andato a cena "fuori".
Intendiamoci, il digiuno non è di quelli reali, ma relativo al fatto che erano anni che non andavo a cena al ristorante, fatta eccezione per i periodi di vacanza.

È stata una sorpresa per me e i compagni di merenda partecipare alla famosa Cena con delitto; per farla molto breve, un gruppo teatrale offre agli ospiti la propria interpretazione (di un giallo, altrimenti che ci sta a fare un titolo così?) durante, appunto, la cena.

C'è un delitto in piena regola (preparatevi all'improvviso sparo a salve - potreste sbrodolarvi sulla camicia quando meno ve lo aspettate), ci sono due momenti di pura recitazione e altrettanti in cui gli ospiti (cha fanno gruppo per ogni tavolo, come fosse - e lo è - un gioco a squadre) fanno l'interrogatorio ai singoli attori, si raccolgono le prove (tranquilli: uno degli attori ha il compito di accompagnarvi per mano nella trama del giallo e vi aiuterà a fare il riepilogo finale), si compila l'atto di accusa con tanto di movente e modalità di svolgimento del crimine.

La serata, anche se un pochino la si poteva accorciare, è passata in un baleno; c'è la possibilità di divertirsi (e su questo garantisco) e c'è l'opportunità di passare tre ore di convivialità con persone mai viste e che mai rivedremo, il tutto condito da buone portate (ma su questo non posso garantire: dipende dal ristorante che presta i propri locali) e una buona dose di humor degli attori, che ben si calano nelle proprie parti e ottimamente interagiscono col pubblico.

Insomma ragazzi, se vi capita di vedere pubblicizzato questo spettacolo, vi consiglio vivamente di prenotare e partecipare: poi mi darete ragione, ne sono sicuro!

strillo

sabato 27 marzo 2010

Una ventata di aria fresca, buona per ossigenare cervello e idee!

Ho letto da qualche parte che uno dei motivi per cui un blog ha successo è l'aggiornamento, ovvero il fatto che l'autore pubblica un post al giorno.

Questa settimana ce l'ho fatta a scrivere un post al giorno, anche sforzandomi nella ricerca di qualcosa da scrivere; mi sono però rattristato - e non poco! - nel constatare che non sempre ho qualcosa da dire… attenzione: intendo qualcosa che veramente meriti di esser detto.

Ancora una volta mi è venuto incontro Massimo Gramellini (spero sia contento - e che lo sappia - che l'ho citato per la seconda volta) con uno dei suoi "buongiorno".

Ha raccontato una storia toccante.
Un bidello di scuola elementare (spero di ricordare giusto) muore e i bambini decidono di scrivergli delle lettere.
Detto, fatto; ma come recapitarle?
Che domanda sciocca: le leghiamo ad alcuni palloncini, così arrivano in cielo, dove ora abita il nostro bidello!
I palloncini fanno il loro dovere ma, dopo qualche giorno, decidono di scendere per riposarsi in un prato, lontano dal luogo di partenza.
Una signora, probabilmente una contadina, raccoglie palloncini e lettere e decide di rispondere ai bambini.
"Avete fatto una bella cosa; io sto pregando per il vostro amico che, ne sono sicura, vi vede da lassù ed è felice del vostro ricordo."

Ecco… Gramellini dice di essersi commosso per questa storia; io invece pure!
La commozione non credo sia figlia dell'età che avanza, come sostiene il giornalista, ma è figlia di quell'umanità che ancora vive dentro ciascuno di noi: tiriamola fuori!
Non soltanto quando ci fa comodo, bensì ogni volta che spinge da dentro per manifestarsi: una lacrima è più eroica di quanto possa sembrare!

Dimenticavo: il giornalista ha introdotto l'articolo dicendo di aver bisogno di aria fresca!
Gli chiedo scusa per aver usato le sue parole nel titolo del post.

strillo

giovedì 25 marzo 2010

Giuseppe Galliano...

... chi era costui?

Continua la lettura - lenta - di Volto Nascosto e continuo a sorprendermi per i contenuti, dallo sfondo storico ai disegni, dalla trama alla sceneggiatura; sono sempre più convinto di essere di fronte a una serie molto ben equilibrata in ogni sua parte, impastata con maestria da Gianfranco Manfredi.

Sto portando a termine il numero 6 e già dal numero precedente ha fatto la sua comparsa il maggiore Giuseppe Galliano cui ho dedicato il titolo del presente post.

Anche l'autore dei testi si è soffermato su questo personaggio tutto d'un pezzo ripercorrendo la sua carriera militare nella pagina dell'editoriale (pagnia 4).

Il maggiore era di stanza al forte di Macallé (gennaio 1896) dove riuscì nell'eroica e leggendaria impresa di difenderlo dagli assalti delle truppe nemiche; l'impresa gli valse la promozione per merito di guerra da maggiore a tenente colonnello.

Tutto questo lo dico per farvi capire come Volto Nascosto sia un fumetto d'avventura che mescola vicende reali ad altre di pura fantasia; queste ultime prendono il sopravvento per dare respiro alla lettura, che altrimenti sarebbe un saggio storico.

Scrivo questo secondo post spendendo più d'una parola buona per la serie di Bonelli proprio nel giorno in cui compare un articolo - La Stampa di Torino - che sintetizza quanto è stato detto, presso l'Università di San Giovanni in Monte a Bologna, in occasione dei festeggiamenti dei 60 anni di Charlie Brown. A intervenire, tra gli altri, Umberto Eco.

Tante sarebbero le citazioni da tenere a mente di questo articolo, io ne scelgo una:

Il fumetto come genere è nato in America, ma è stato promosso a qualità culturale in Europa.
Non riesco a trattenermi e passo alla citazione del titolo del pezzo:

"Sailinger è invecchiato, Charlie Brown no."
Umberto Eco celebra i sessant'anni dei Peanuts.
"Non si possono aggiornare perché sono dei classici."

Dei classici? Caro il mio semiologo che tutto il mondo ci invidia: ti adoro quando fai queste affermazioni; ti voglio un sacco di bene quando confermi quanto detto anni fa nel saggio che ho l'onore di leggere in questi giorni, ovvero che il fumetto è da considerarsi a tutti gli effetti un classico della letteratura.

Grazie Professore!

strillo

mercoledì 24 marzo 2010

Un corso interessante, un obiettivo sempre più vicino!

Ho appena terminato un breve corso sulle fiabe; non citerò - per ovvie ragioni - la scuola frequentata, ma posso tranquillamente citare il nome del corso: ... e vissero tutti felici e contenti!

Mi sono divertito, ho imparato qualcosa di nuovo, ho frequentato altre persone che, come me, hanno un piccolo sogno nel cassetto: scrivere, principalmente per divertire e divertirsi.
Tra le persone da far divertire, sicuramente ci sono i bambini, questi piccoli esseri indifesi che in tutto e per tutto dipendono dai grandi.

La spinta all'iscrizione arriva proprio da questo, perché è bambino che voglio tornare, ma non per giocare bensì per far giocare e mettere a disposizione la mia esperienza di adulto ('mmazza quanto so' serio 'stasera!); un altro motivo sono stati i giorni di neve qui a Torino.

Ecco i miei pensieri quando vedo nevicare:


il candore dei fiocchi mi porta all'infanzia quando, spensierato, mi attaccavo al vetro della finestra per guardare il lento cadere della neve: e sognavo, e scendevo a giocare, e andavo a sciare, e... facevo il bambino

voglio tornare bambino!
voglio continuare a scrivere - soprattutto per Zeto - perché solo in questo modo posso continuare a far vivere il bimbo che c'è in me!
voglio chiudere gli occhi e riaprirli per poter rivedere Rita seduta alla sua scrivania!
un momento, qualcosa non mi quadra!
voglio rimanere grande perché posso fare qualcosa di utile... ma attraverso lo sguardo del bambino che dice al Mondo
verrà la pace e avrà i miei occhi
(la frase del bambino è stampata su una maglietta distribuita dalla LVIA - di cui già vi ho parlato)


Ecco, credo di aver condensato in poche righe lo stato d'animo che ho quando scrivo, lo stesso che provo mentre leggo le visite al blog consapevole che gli sproloqui scritti sono entrati a far parte del bagaglio personale di qualcun altro in giro per il Mondo... scusate, volevo dire in giro per l'Italia.

Continuerò a fare il bambino scrittore perché ho la speranza di vedere la luce in fondo a questo buio che ci circonda - chissà quando, però!
Ma che importa il quando dal momento che sono bambino?
Ho tutta la vita davanti!

... e so aspettare...

strillo

martedì 23 marzo 2010

De cellularis 2 - la vendetta!

Al di là del titolo che chiama in automatico la battuta, vorrei riprendere un attimo il discorso sull'utilizzo del telefono mobile (scusate se parlo in italiano), ovvero sull'invio dei messaggini (qui parlo sempre italiano, con un po' di inventiva, però).

Chi di voi ha visto Sanremo? (è severamente vietato rispondere di aver visto un altro santo!)
Chi di voi ha visto Ballando con le stelle?
Chi di voi ha visto e sta ancora seguendo Amici?

Insomma, credo siate tutti al corrente del dilagare della formula del televoto, da telefono fisso come da telefono mobile (e va bene, da qui in avanti lo chiamerò cellulare, ma non aspettatevi di vedere arrivare il furgoncino della celere!).

Non sono qui per discutere se sia giusta o meno questa formula e nemmeno per giudicarne la veridicità; vorrei solo che tutti i fruitori di questa nuova democrazia si sentissero altrettanto liberi di utilizzare un SMS a scopi benefici, tutto qui!

Mentre ci sono, vorrei ricordare a tutti i possessori di cellulare (in Italia circa 30 milioni... mi vengono i brividi se penso a quante cose belle si possono fare con una raccolta benefica di qualsiasi genere... pensate: 1 o 2 euri a messaggio!) che sono una vera e propria potenza di fuoco contro qualsiasi nemico si presenti loro davanti: il cancro, il terremoto, lo tsunami, l'emergenza acqua (scusate, vi rimando al post pubblicato ieri sera), il Darfur (questa è stranamente scomparsa dalle notizie, ma il problema lo stanno ancora combattendo)... mi fermo, non vorrei essere troppo pesante.

Forza popolo dei messaggini (ehm, capisco che in piena campagna elettorale può suonare strana questa chiamata, ma vi garantisco che non ha nulla a che vedere con la politica - me ne disinteresso), fate sentire la vostra voce! fate ascoltare a tutti i vicini la suoneria del vostro cellulare mentre riceve, in risposta alle poche lettere che avete digitato, altrettante lettere che hanno un sapore squisito, ma che abbiamo lasciato cadere troppo facilmente dalle pagine del nostro vocabolario: G R A Z I E - seguito da una seconda pacca sulla spalla, di quelle che ti gratificano dopo una giornata lavorativa di "M" (scusate il francesismo) - per il tuo sostegno.

Mi sembra di essere un predicatore, per giunta rincoglionito; che ci volete fare, a queste cose ci tengo e ci credo. Dovessi svegliarmi e scoprire che è tutta una bufala... datemi una botta in testa: preferisco tornare a dormire per sognare di un Mondo in cui ci si preoccupa per il prosismo.

Ecco, mi sono appena svegliato! Guardandomi intorno vedo tanta altra gente come me, che la pensa come me, che si comporta come me! Allora non era un sogno!!!
G R A Z I E !

strillo

lunedì 22 marzo 2010

Oro blu

Nel giro di pochi mesi ci siamo lasciati trasportare dai festeggiamenti del Natale, del nuovo anno, della Befana, del carnevale e, più recentemente, dell'8 marzo.

Senza nulla togliere a questi festeggiamenti e ai loro significati, vorrei attirare la vostra attenzione sul fatto che oggi, 22 marzo 2010, è la giornata mondiale dell’acqua.

La metà della popolazione della terra, la nostra amata terra, non ha accesso all’acqua; l’altra metà, di cui noi facciamo parte, si è svegliata e ha fatto la doccia, preparato il caffè o il tè, lavato i denti, è andata al bagno; si è poi recata al lavoro con l’auto il cui vetro sporco è stato pulito con lava-tergicristallo, è arrivata in ufficio assetata e ha soddisfatto la propria sete attingendo alla bottiglia di plastica sulla scrivania, ha quindi fatto la pausa caffè non senza passare dal bagno a lavarsi le mani…

Gesti quotidiani che per noi sono insignificanti sono un sogno per la metà dei nostri fratelli, i meno fortunati che abitano il sud di questo meraviglioso mondo.

Questi gesti quotidiani sono, per i nostri fratelli, svegliarsi prima dell’alba, prendere una tanica di plastica, fare dai 10 ai 15 chilometri - rigorosamente a piedi - per raggiungere la più vicina pozza d’acqua, riempire di oro blu il recipiente, affrontare il ritorno con 30 litri d’acqua (che equivalgono a 30 chilogrammi!) sulle spalle, arrivare a casa e vedere i familiari sorridere per il bene appena procurato.

Questi fratelli che hanno affrontato la fatica quotidiana sono donne e, per la maggior parte, bambini; già, perché l’impegno per questa mattinata "passata all’aperto" porta via ore al lavoro degli adulti e solo alcune donne, solo dei gracili, ma sempre sorridenti bambini possono spendere il loro tempo a portare acqua nella propria casa; solo dei bambini che pesano sì e no 30 chili riescono a portare il loro stesso peso… perché questo peso è vita! e anche noi, messi di fronte alla scelta, riusciremmo a trasportare il nostro peso se in quel peso ci fosse la nostra sopravvivenza!

Potete partecipare ai festeggiamenti di questa giornata; i festeggiamenti andranno avanti fino alla settimana dopo Pasqua, ma abbiamo l’opportunità - personalmente ritengo sia un dovere - di farli durare per sempre portando il nostro piccolo contributo!

Termino lasciandovi un link: fatene buon uso.
http://www.amref.it/locator.cfm?pageID=6930

Grazie di cuore

strillo

domenica 21 marzo 2010

A proposito di teatro

Ho avuto il piacere di seguire la ribattuta del programma "Ballando con le stelle" andata in onda questa mattina su un canale cosiddetto "specializzato" della Rai. Si trattava della finale e le coppie in gara, al proprio turno, si districavano tra un'emozione e l'altra, fino a scoppiare in lacrime appena terminata la prova.
Tra loro, a rendere ancora più reale il momento di commozione, l'attore americano Ron Moss (Beautiful).

...

Grazie ai miei trascorsi teatrali, posso commentare quanto visto.
Ho avuto l'onore di recitare la parte di Seth nel dramma Il lutto si addice ad Elettra; il gruppo affiatato di ben 12 attori si è districato nella recita del copione per ben 5 volte, naturalmente raggiungendo l'apice nell'ultima - sto parlando del gruppo di cui facevo parte anche io; ora ho lasciato definitivamente la recitazione.

Ricordo come fosse oggi (frase fatta, lo so, ma è proprio così!) il debutto e le due repliche immediatamente successive, che di solito andavano a occupare un intero fine settimana, dal venerdì alla domenica - con spettacolo serale i primi due giorni e pomeridiano il dì di festa.

Il giorno più difficile per tutti gli attori non è, come si può pensare, quello del debutto, ma quello dell'ultimo spettacolo, in questo caso la domenica.
Gli attori camminano mestamente verso i camerini e altrettanto mestamente cominciano a cambiarsi e truccarsi; poi tutti insieme si comincia a scherzare, ricordando le due sere precedenti e prendendosi in giro sulle battute dimenticate o cambiate; poi arriva il chi è di scena e tutti cercano la massima concentrazione.
Anche l'ultimo spettacolo finisce; anche l'ultimo spettacolo va bene e il pubblico lo dimostra spellandosi il palmo delle mani in un applauso che ti porti a casa e rimane con te negli anni.
Gli attori si struccano, si cambiano... ancora più lentamente che a inizio giornata, prima di andare sul palco.
Poi una piccola magia: tutti a smontare la scena e dare una mano per caricarla sul furgone! Si ride, si scherza, ci si fa male con gli avvitatori o i martelli e le schegge di legno si infilano dappertutto!

Poi... il momento della tristezza, che non è quello di salutare i compagni di avventura (li rivedi il giorno dopo o comunque entro il fine settimana successivo); è quello della consapevolezza che il personaggio interpretato se ne andrà lontano da te, lasciandoti nella solitudine!

Il miracolo... un mese dopo squilla il telefono, è il regista dello spettacolo: ... sei pronto ad andare a ... rifacendo Seth?
Un sì liberatorio che ti fa rivivere l'incantesimo del teatro e dello spettacolo!

Ecco, Ron Moss credo abbia pianto per questo motivo e i suoi compagni di avventura anche! Sanno di potersi sentire come e quando (anche quanto) vogliono, ma la magia dei tre mesi che sono stati insieme... quella non torna se non in una replica, ma non televisiva: in carne e ossa!

strillo

martedì 16 marzo 2010

Da grande vorrei fare... anzi no, lo faccio adesso!

Da buon torinese, leggo giornalmente il quotidiano La Stampa; da buon tifoso granata ho una predisposizione alla lettura del Buongiorno di Massimo Gramellini, che spero qualcuno di voi riesca a seguire nelle puntate del sabato di Che tempo che fa, condotto da Fabio Fazio su Raitre.

In quell'occasione, Gramellini riepiloga le notizie della settimana, il più delle volte rileggendo parte dei suoi articoli pubblicati in prima pagina (dal martedì al venerdì).
Per ogni notizia una vena ironica per affondare il colpo sul lettore.

Questa mattina il pezzo l'ho trovato terrificante, non per il modo in cui è stato scritto (anzi), ma per il contenuto!
Siamo pronti allo sdegno per un sacco di cose che ci accadono intorno e non ci rendiamo conto di quanto dovremmo indignarci perché non riusciamo a muovere un dito affinché tutto ciò possa cambiare.

Vi rimando alla lettura del pezzo di Gramellini, che sentitamente ringrazio ogni mattina per farmi ridere, ma soprattutto meditare sulla sociatà in cui vivo; non riesco, però, a togliermi di mente questa frase:

la morte del futuro ha cancellato nei ragazzi l’idea di crescita


ancora una volta sono rimasto a bocca aperta, ma verso sera, quando la notizia è stata digerita, ecco che trovo il coraggio di scrivere.

A voi per ulteriori commenti.

Love and peace
strillo

link: http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/hrubrica.asp?ID_blog=41

lunedì 15 marzo 2010

Aforismi

Oggi è uno di quei lunedì che non finisce mai...

Sul sito de La stampa ho trovato un articolo dedicato al ricordo, fortemente voluto dalle 4 figlie, della poetessa Alda Merini. Dopo averlo letto attentamente, mi sono addentrato nel sito per soffermarmi sulla pagina degli aforismi.

http://www.aldamerini.it/aforismi-di-alda-merini.html

Mi hanno colpito tutti, ma due mi hanno fatto barcollare:

L'uomo non può avere esempi umani per essere sé stesso.

Io trovo i miei versi intingendo il calamaio nel cielo.

... ecco... sono rimasto senza parole, ma con la voglia ancora più forte di seguire l'istinto e scrivere; e poi scrivere, e ancora scrivere!

Mi spiego meglio: a volte, di fronte all'impossibile, rimaniamo a bocca a perta e non riusciamo a proferire parole, ma solo, eventualmente, scattare una foto (ho immaginato un paesaggio particolarmente mozzafiato); altre volte, si rimane interdetti nel seguire un accadimento, di qualsiasi genere esso sia, ma una volta a casa, dopo aver riflettuto e "digerito" l'evento, ci facciamo coraggio e cominciamo a parlarne con la persona con cui viviamo, o telefoniamo a un amico, oppure... buttiamo giù qualche riga per descrivere e spiegare quanto i nostri occhi hanno visto (una sorta di fotografia).

Scattiamo quante più fotografie possiamo, meglio se fatte di parole scritte; se non ci riusciamo e utilizzaimo una semplice macchina fotografica (magari digitale) almeno corrediamo le foto con didascalie.

strillo

domenica 14 marzo 2010

Progetti

Inauguro oggi una nuova etichetta per i miei post: PROGETTI, come suggerisce il titolo.

In questa sezione troveranno posto le valutazioni che faccio ogni volta che mi accingo a decidere se iniziare o no a scrivere una sceneggiatura, perché mi sembra bello poter condividere e, soprattutto, poter contare sui commenti degli amici.

Ho passato la mattinata di questa bella domenica quasi primaverile a leggere il vocabolario e il dizionario dei sinonimi e dei contrari; poi, stanco della lettura-studio, mi sono dedicato alle pulizie di casa.

Queste le parole che ho cercato:
SOLIDALE - che approva e condivide le idee e i comportamenti di altre persone; sinonimi: compartecipe, concorde, accomunato, misto, unanime, consenziente, sostenitore.
SOLIDARIETA' - rapporto di comunanza tra persone pronte a collaborare tra loro e ad assistersi a vicenda nella piena condivisione dei casi e delle responsabilità; sinonimi: fratellanza, amicizia, unione, accordo, consenso, partecipazione, aiuto vicendevole.
EQUO - con riferimento a persona, che valuta, giudica con imparzialità e animo sgombro da preconcetti; con riferimento a cosa, che obbedisce a un criterio di giustizia sostanziale, di corrispondenza tra dare e avere, tra colpa e punizione; sinonimi: giusto, imparziale, retto, equanime, moderato, onesto.

In grassetto le cose che più mi hanno colpito e che più serviranno per scrivere la storia che ho in mente.
A proposito, avete indovinato? Bravi, proprio una bella storia equo e solidale!

Lo so, la strada da percorrere è lunga e lo studio mi porterà via un sacco di tempo, ma ho inquadrato l'obiettivo; spero di avere il giusto appoggio della LVIA, onlus già contattata per questo motivo, ma anche del vostro aiuto: chiunque di voi abbia un indirizzo web da consigliarmi per prendere spunti, notizie e altro è il benvenuto, anche perché al momento io mi sono fermato al sito di Altromercato, molto ricco di informazioni.

Grazie a tutti!

strillo

sabato 13 marzo 2010

Volto Nascosto


Non ho ancora avuto tempo di postare i primi commenti seri sulla serie bonellide che più mi ha stupito fino ad ora: Volto Nascosto.


Si tratta di 14 numeri scritti da Gianfranco Manfredi con la realizzazione dei disegni affidata a diversi autori; i protagonisti sono immaginari, ma le storie che vivono altro non sono che un gran lavoro di ricerca storica dello stesso Manfredi: i miei più sinceri complimenti!


Al momento sono al numero 5 concluso; in particolare, quest'ultimo numero mi ha confermato che sono di fronte alla realizzazione di una sceneggiatura valida anche per un film, come buona parte delle graphic novel di qualità.


I flash back, le didascalie che riportano la data di svoglimento dell'azione, i particolari dei disegni che ricostruiscono minuziosamente le divise militari... ogni meccanismo è ben calibrato e perfettamente inserito nel motore della macchina "storia", ben oliata e capace di portare il lettore a destinazione, senza tralasciare quel giusto pizzico di suspense miscelato (anche in questo caso alla perfezione) al dramma e all'ilarità.

La mia lettura procede lenta per un semplice motivo: sta diventando una delle mie palestre scolastiche e spero di carpirne ogni segreto per poterli mettere a disposizione della mia penna... illuso, vero?

No, molto realista sul fatto che continuo ogni giorno a imparare qualcosa di veramente nuovo e significante per quella che vorrei tanto fosse la mia futura professione.


strillo

giovedì 11 marzo 2010

Zeto n° 8

Caspita se è vero che il tempo vola!

Manco da due lunghi giorni dal web; colpa del lavoro: il server dell'azienda blocca gli accessi ai forum e ai blog tirando fuori una finestra di segnalazione del nome sibillino: WEB SENSE... ma a me non fa affatto "sense" se mi collego ai suddetti forum e blog!

E cosa è successo di così importante in questi due giorni?
Forse c'è bisogno di un'interpretazione... no, questa è un'altra questione!

Ta-dàà!
Ma cosa volete che sia successo: è uscito il numero 8 di Zeto!!!
Per chi non lo avesse ancora inserito tra i preferiti, ecco il link: http://www.printamente.it/zetositok/index.html.
Vi invito alla lettura del fratello scannartista Gianluca Serratore: è un gran bel numero anche questo!
Complimenti!

Un abbraccio

strillo

martedì 9 marzo 2010

Apocalittici e integrati

Dopo due anni dal suo acquisto, ho cominciato la lettura del saggio "Apocalittici e integrati; comunicazioni di massa e teorie della cultura di massa" di Umberto Eco.

La neve scendeva copiosa domenica scorsa (7 marzo) qui a Torino e che non riuscivo a stare davanti al pc acceso (e nemmeno spento); la lettura mi è sembrata la scelta migliore, il testo ancor di più!
Il consiglio all'acquisto è partito a scuola di sceneggiatura, dalle labbra di Manfredi Toraldo MANf, cui ancora una volta va un mio ringraziamento... questa volta per l'ottimo suggerimentoo!

Sono partito, per caso, dal capitolo che introduce alla lettura (critica) della prima puntata del fumetto "Steve Canyon" la cui pubblicazione risale al gennaio del '47 (autore Milton Caniff).
Le pagine seguenti sono una vera chicca di sociologia, tutta incentrata sul fumetto come mezzo di comunicazione di massa; non me lo aspettavo e, a parte le pause di "Volto nascosto" (ho da poco cominciato il numero 5 - La fortezza), non vedo l'ora di portare a termine la lettura.

Ho sbirciato l'indice e, viste le prime 40 pagine lette, so per certo che i contenuti sono di grande spessore; mi aspetto un crescendo di interesse, soprattutto nel capitolo dedicato ai personaggi, dove si prendono in esame il mito di Superman e il mondo di Charlie Brown.

Vi terrò informati; per il momento segnatevi il titolo dell'opera e, se siete interessati ad approfondire la conoscenza del fumetto come mezzo di comunicazione (perché questo è in fin dei conti), non fatevelo scappare.

strillo

martedì 2 marzo 2010

Curriculum parte terza

Caspita, il tempo passa e non mi ero ancora reso conto di poter aggiornare il curriculum... di sceneggiatore!!!

Dunque, con sommo piacere, posso inserire ad oggi (anzi a dicembre 2009) le mie prime due pubblicazioni sulla rivista a distribuzione gratuita ZETO.
La prima storia, dal titolo "Ma il cielo..." è apparsa sul numero 3 (agosto 2009); la seconda, "Su una panchina in riva al Po" sul numero 6 (dicembre 2009).
Presto potrò aggiungere una terza storia, che ha tagliato il traguardo in questi giorni grazie agli ultimi ritocchi al testo; apparirà sul numero 9 (aprile 2010).

Da queste poche righe noterete la casualità delle uscite, tutte legate al "numero perfetto", il tanto decantato, e di dantesca memoria, numero TRE; spero mi porti fortuna, anche perché è in previsione una quarta uscita per il mese di luglio che, guarda caso, sarà il numero 12 di Zeto.

Vabbè, torniamo a noi.

Il resto del curriculum rimane fermo, quindi sappiate che continuo a lavorare, oramai da 26 anni (confesso che cominciano a pesare!), per la stessa azienda; che abito sempre a Torino e nella stessa casa dello scorso anno; che mangio sempre le stesse cose e faccio sempre le stesse cose... e ma che palle!
No, direi proprio di no! Mi piace ciò che faccio, dal lavoro allo svago... anche se devo ammettere che è quest'ultimo a tenermi in perfetta forma; scrivere sembra essere diventato il mio sport preferito (beh... non solo...) e mi occupa gran parte della giornata, anche perché non è necessario il pc o penna e carta o telefono mobile... a volte basta un'intuizione; poi a casa, si riapre quel cassetto della memoria e si riporta tutto nero su bianco.

Dopo aver capito che non ho scritto nulla... vi saluto calorosamente, come il primo timido sole primaverile.

strillo